Kevin De Bruyne in regia potrebbe essere molto più di un esperimento. Massimiliano Allegri ha affidato al belga la costruzione del gioco del Napoli, cercando nella sua qualità una risposta alle difficoltà della squadra. Le prestazioni contro Frosinone e Bodø/Glimt hanno dato indicazioni incoraggianti: arretrare il suo raggio d’azione può aiutarlo a incidere con continuità, mettendolo al centro della manovra.
De Bruyne regista: cosa gli ha chiesto Allegri
L’idea parte da una richiesta precisa: dirigere il gioco da una posizione più arretrata. Allegri ha proposto a De Bruyne di agire da play, dandogli la responsabilità di organizzare il possesso e scegliere come sviluppare l’azione.
Il belga può così ricevere il pallone prima, leggere lo schieramento avversario e cercare il passaggio più utile. La sua visione gli permette di alternare una giocata semplice a una verticalizzazione, senza dover necessariamente aspettare il pallone vicino all’area per entrare nella partita.
Il nuovo compito, però, non lo obbliga a restare fermo davanti alla difesa. Il Corriere sottolinea come De Bruyne continui a muoversi molto, accompagnando l’azione e contribuendo anche al lavoro senza palla. La posizione di partenza cambia, ma restano centrali la sua capacità di interpretare gli spazi e la libertà di cercare la giocata.
Dal Frosinone al Bodø, le risposte che convincono il Napoli
Le prove contro Frosinone e Bodø/Glimt sono i riferimenti più positivi di questa trasformazione. Due partite nelle quali De Bruyne è riuscito a dare ordine e qualità alla squadra, mostrando quanto possa essere utile coinvolgerlo fin dalle prime fasi della costruzione.
Nel mezzo sono arrivate le sconfitte contro Villarreal e Venezia, che hanno esposto anche il belga alle critiche. In pochi giorni il giudizio sul suo rendimento è cambiato insieme ai risultati del Napoli: un’alternanza che invita a valutare la nuova soluzione su un periodo più lungo.
A Venezia aveva inoltre sbagliato il rigore del possibile vantaggio, un episodio particolarmente insolito per lui. Si è trattato del terzo errore su quattordici rigori calciati in carriera e che il precedente risaliva all’8 novembre 2020, in Manchester City-Liverpool.
La risposta contro il Bodø ha restituito fiducia al Napoli e al suo centrocampista. Adesso la sfida è dare continuità a quella prestazione, trasformando un’intuizione riuscita in un meccanismo affidabile anche contro avversari diversi.
Un ruolo che può allungargli la carriera
La proposta di Allegri ha aperto anche una riflessione sul futuro di De Bruyne. Il belga ha raccontato il confronto con l’allenatore:
“Gli ho detto che giocando da regista allungherebbe la carriera di un paio d’anni, ma lui preferisce divertirsi ancora più avanti”.
La battuta mette in evidenza due esigenze da conciliare: sfruttare l’esperienza e la lettura del gioco di De Bruyne in una zona centrale del campo, conservando però il suo gusto per la rifinitura e per le giocate negli ultimi metri.
Arretrare non significa necessariamente allontanarlo dalle azioni decisive. Può permettergli di orientarle prima, scegliendo quando accelerare e quando far respirare la squadra. Perché questa soluzione funzioni, serviranno comunque movimenti coordinati attorno a lui e una buona copertura quando il Napoli perde il pallone.
Contro la Roma una verifica importante per la nuova regia
Il prossimo appuntamento offre un banco di prova significativo. Il Napoli affronta una Roma distante sette punti in classifica: una vittoria ridurrebbe il divario a quattro, mentre una sconfitta lo porterebbe a dieci.
Il punto emerso dalle ultime uscite è che il Napoli può affidarsi al belga anche per organizzare il gioco, oltre che per inventare vicino alla porta. Allegri ha individuato una strada: la sfida con la Roma aiuterà a capire come percorrerla e quanto spazio darle nell’identità della squadra.
