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dERAlaurentiis…2004/2005 – L’alba


L’alba dell’era De Laurentiis. Sembra un millennio fa. Sono trascorsi appena nove anni dal fallimento della Società Sportiva Calcio Napoli. Era il 2 agosto 2004 e la settima sezione del tribunale fallimentare di Napoli decretò il fallimento della SSC Napoli. Quattro le cordate che aderirono al cosiddetto Lodo Petrucci che consentiva l’iscrizione partendo dalla serie inferiore.

Napoli Soccer, questo il nome scelto dal nuovo patron Aurelio De Laurentiis per la società nata il 6 settembre 2004. Una scelta dettata dalla volontà di non rovinare la storia della squadra napoletana con l’onta della serie C. Iniziò l’era di Pierpaolo Marino che scelse di abbandonare l’Udinese e la Serie A per riportare gli azzurri nel calcio che conta. La panchina venne affidata a Giampiero Ventura.

La prima uscita stagionale è data 26 settembre 2004, Napoli-Cittadella. Ufficialmente la terza di campionato, ma per il Napoli fu la prima per le note vicessitudini societarie. Quasi 46mila spettatori per una squadra che aveva sostenuto un paio di allenamenti e non aveva neanche i palloni. Il colore della maglia ufficiale era ancora ignoto.

Ventiquattro i calciatori acquistati durante quel maledetto mese di settembre (proroga del mercato solo per il Napoli). Tanti i nomi che a molti non diranno nulla. Tra i più noti Ignazio Abate, Nicola Pozzi e Roberto “el PampaSosa. Ma anche, Scarlato, Savino, Montervino, Montesanto, Toledo, Varricchio, Gatti.

Il 18 gennaio del 2005 il Napoli passa nella mani di Edoardo Reja. Andamento altalenante, qualche sconfitta di troppo (la più cocente a Foggia per 4 a 1) costrinsero la società a dare la prima scossa alla panchina. Nel mercato di gennaio vennero fatti innesti convincenti. Emanuele Calaiò (Pescara), Inàcio Pià (Atalanta), Capparella (Ascoli), Consonni (SPAL), Fontana (Fiorentina), Giubilato (Venezia) e l’indimenticato Gianluca Grava (Catanzaro).

La squadra iniziò ad ingranare e si iniziarono ad inanellare vittorie su vittorie. Terzo posto finale, 61 punti conquistati, frutto di 17 vittorie, 10 pareggi e 7 sconfitte. Solo tre i punti dai cugini avellinesi. Il miglior marcatore fu Sosa con 10 reti tra campionato e play-off.

La prima delusione fu proprio quella. Superata la Sambenedettese di Bogliacino ed Amodio, il Napoli si apprestò ad affrontare la sua prima vera finale.

19 giugno 2005, tutti al Partenio dopo il pareggio a rete inviolate del San Paolo. In quella giornata nacque forse il vero Napoli, quello che ci ha portato sino ad oggi. Sconfitta per 2-1, ma ripartimmo dal giorno dopo con la conferma di Reja e la consapevolezza di poter uscire dalle sabbie mobili.

(Antonio Picarelli)

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