Aurelio De Laurentiis ha dichiarato che, in futuro, potrebbe valutare la cessione del Napoli a un imprenditore di origine napoletana. Si tratta, per ora, di un’ipotesi, non di una trattativa in corso. Il presidente ha anche riferito di aver rifiutato un’offerta superiore ai 2,2 miliardi di euro proveniente dallo statunitense Matt Rizzetta.
Partendo da questa apertura, è possibile ragionare su quali imprenditori campani disporrebbero della capacità finanziaria necessaria per un’acquisizione di quella portata. L’analisi che segue mette a confronto patrimoni personali stimati e dimensioni economiche delle rispettive aziende, tenendo presente che si tratta di grandezze distinte e non sempre comparabili.
I principali nomi dell’imprenditoria campana
In cima per disponibilità patrimoniale si colloca Gianluigi Aponte, fondatore di MSC, con un patrimonio personale stimato in 46,7 miliardi di dollari.
Emanuele Grimaldi, alla guida di uno dei principali gruppi armatoriali europei, esprime un patrimonio netto della holding Grimaldi Group pari a 2,36 miliardi di euro.
Danilo Iervolino, già proprietario della Salernitana e quindi con esperienza diretta nel calcio professionistico, ha un patrimonio personale stimato in 1,2 miliardi di dollari.
Sul versante dei fatturati aziendali, Paolo Scudieri (Adler-HP Pelzer) ha dichiarato ricavi di gruppo pari a 1,5 miliardi di euro. Antonio Ferraioli (La Doria) ha registrato ricavi consolidati di 1,37 miliardi di euro nel 2025. Carlo Pontecorvo (Ferrarelle) guida un’azienda con un fatturato di 250 milioni di euro nel 2025.
Nessuno di questi imprenditori risulta attualmente coinvolto in una trattativa per l’acquisto del Napoli.
