shinystat spazio napoli calcio news Ssc Napoli cassa integrazione, le mosse del club azzurro

Napoli, cassa integrazione per 15 dipendenti: le mosse di De Laurentiis per l’emergenza Coronavirus

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stipendi napoli

Ssc Napoli cassa integrazione – Il Napoli attua delle misure preventive vista l’emergenza Coronavirus. In attesa dell’accordo con i calciatori per il taglio degli stipendi, il club di Aurelio De Laurentiis, ha messo in cassa integrazione 15 del settore amministrativo.

Dopo un mese di stop, è questa la mossa della società partenopea. È il primo club di Serie A fare una cosa del genere.

Ssc Napoli cassa integrazione
Il presidente Aurelio De Laurentiis

Ssc Napoli cassa integrazione, la durata

Secondo quanto rivela l’agenzia Ansa, quindi, il Napoli, ha deciso di dare accesso alla cassa integrazione per 15 dipendenti che lavorano nell’area amministrativa e che non avevano particolari attività da svolgere neanche in smart working.

La cassa integrazione, all’80% dello stipendio, durerà fino al giorno della ripresa degli allenamenti che viene considerato il giorno della ripartenza.

SSC Napoli, la ripresa

La ripresa dovrebbe esserci ad inizio maggio, se il campionato riprenderà a tra la fine del mese e l’inizio di giugno. Sempre se l’emergenza sanitaria sarà quasi pari a zero e le autorità competenti daranno il via libera agli allenamenti e alle gare. Per quanto riguarda invece la situazione relativa al taglio degli stipendi dei calciatori, Aurelio De Laurentiis, sta trattando con i suoi atleti.

Capitan Lorenzo Insigne è il mediatore della trattativa. Il calciatore discute con i sindacati, aggiorna i compagni di squadra ed è in costante contatto con la società.

C’è anche il procedimento delle multe ancora in corso. In questo momento è fermo al Collegio arbitrale, ma si andrà avanti nei prossimi mesi, appena passata l’emergenza Coronavirus.

Ieri infatti la FIFA ha ufficializzato la proposta di tagliare gli stipendi ai calciatori. Nulla però che abbia valore decisionale: ogni società dovrà trattare con i suoi calciatori per trovare l’accordo preferibile. Dal Real Madrid Toni Kroos ha mostrato la sua discordanza: avrebbe preferito donare quei soldi ai più bisognosi.

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