Il Napoli travolge la Sampdoria: agli azzurri il premio Oscar per la miglior sceneggiatura, e si può fare ancora meglio!

Qualità, paura, sofferenza, vittoria: questa è Sampdoria-Napoli sintetizzata al massimo. Il Napoli arriva al Ferraris di Genova con la pressione e la consapevolezza di dover portare a casa il terzo successo consecutivo dopo le partite con la Lazio in Coppa Italia e con la Juventus in campionato. Andavano cercate e, soprattutto, trovate delle conferme importanti contro una squadra che – rispetto alle scorse stagioni – sta facendo davvero male come Samp. Bisognava portare a casa tre punti cruciali, anche e soprattutto contro una “piccola“, per tornare a parlare di Europa.

E il Napoli i tre punti li ha portati a casa, sì, ma con che rischio! Ieri sera gli azzurri hanno inscenato una classica trama da teatro o da narrazione fiabesca, da kolossal del cinema, se preferite. Inizio, sviluppo della vicenda e conclusione, uno schema narrativo che si apprende alle scuole elementari: da una situazione florida iniziale si passa alle peripezie che rompono l’equilibrio e la stabilità iniziale, equilibrio che il protagonista ha il compito di ristabilire combattendo contro un antagonista o tutto ciò che lo ostacola. Fortuna per il Napoli che il ventiduesimo capitolo di questa Serie A reciti un lieto fine! Nel Monday Night genovese gli azzurri hanno scritto una sceneggiatura degna del Premio Oscar.

Sampdoria-Napoli: INIZIO

Più di venti minuti da favola. Gli azzurri riescono ad incanalare il match a proprio favore dopo appena 3 giri di lancette, quando Milik insacca il pallone di testa in girata alle spalle di Audero. I giocatori azzurri mostrano tanto gioco, tanta pressione offensiva, ma soprattutto cinismo sotto porta come non se ne vedeva da un po’. Tant’è che, al minuto 16, arriva il raddoppio di Elmas, condito dalle lacrime commoventi del ragazzo macedone per la prima gioia azzurra. Venti grandi minuti di un Napoli che pare ritrovato nella testa e nelle gambe, con la voglia di spaccare tutto una volta sceso in campo, col mordente e col veleno che chiede il suo nuovo allenatore. C’è tanta mano di Rino Gattuso in questa squadra, e Ringhio Starr è arrivato solo da 56 giorni.

Sampdoria-Napoli: SVILUPPO DELLA VICENDA

Una favola, una novella o un racconto che si rispetti, però, possiede una serie di complicazioni per il protagonista (le cosiddette “peripezie“) che finiscono col distruggere l’equilibrio iniziale della storia e mettono in difficoltà l’eroe della vicenda, il più delle volte provocate da un antagonista. E al minuto 26 l’antagonista colpisce: Quagliarella (quasi “Core ‘ngrato”, perché pare averci fatto l’abitudine) segna l’ennesimo eurogol della sua carriera al Napoli, sua squadra del cuore. Gli azzurri sono ancora in vantaggio per due reti a una, ma paiono molto sconfortati dopo il gol subito e cominciano a perdere ritmo, subiscono i colpi di una Sampdoria galvanizzata dalla rete del suo capitano. Nella ripresa del match, inoltre, si presenta forse un antagonista ben peggiore di un Quagliarella in forma smagliante: la paura. La paura di non farcela a confermare quanto di buono fatto con Lazio e Juve, il timore di lasciarsi rimontare da una “piccola“. E quando la paura vince, gli incubi diventano realtà. Il secondo tempo è un assolo Samp fino al 73′, quando Gabbiadini, altro ex azzurro, trasforma un rigore. È tutto di nuovo punto e a capo: 2-2 e 17 minuti e recupero da giocare.

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Sampdoria-Napoli: CONCLUSIONE (CON LIETO FINE)

È quando sembra tutto perduto, però, che l’eroe ritrova la sua linfa vitale e il coraggio per affrontare la paura, per rinvigorirsi e gettarsi sui suoi nemici. Quando, ormai, lo sconforto aveva ghermito i tifosi azzurri sul nuovo pareggio, il Napoli è tornato a ringhiare“! E – quale provvidenza! – il gol del 2-3 lo segna uno dal nome non indifferente ai napoletani: un certo Diego, Demme s’intende, all’83’. È proprio il simbolo dell’attualissima rivoluzione di casa Napoli, arrivato nel gennaio appena trascorso dal Lipsia, che porta di nuovo avanti gli azzurri. Manca solo il colpo ferale per stendere i blucerchiati, ma l’avversario (la paura di fallire) è molto forte. Serve l’ultimo sforzo e la squadra lo compie, resistendo ai colpi di una Samp che gioca col sangue agli occhi davanti al suo pubblico. Se il 2-3 lo ha siglato un nuovissimo pilastro della squadra come Demme, il 2-4 (il colpo ferale), addirittura al minuto 98, lo infligge la vecchia guardia. Mertens è tornato (oltre che da un infortunio) a ruggire con i propri tifosi! La sua rete numero 119 in azzurro (-2 dal primato di Marek Hamsik) chiude i giochi a Marassi. Il Napoli ha vinto, ancora, e torna a puntare la zona Europa!

Un Napoli da Oscar, e può fare di meglio

Gli azzurri hanno manifestato in pieno, ieri sera, il conflitto interiore che la squadra sta passando al momento. Una contesa tra due nature antitetiche: quella paurosa di ritornare sul fondo del barile e quella temeraria e vogliosa di rinascere. Ieri sera la vittoria, probabilmente, è arrivata grazie alla grinta e al furore trasmessi dal nuovo tecnico, ma adesso serve compiere lo step successivo. Ora bisogna tornare a vincere convincendo, come fatto con Lazio e Juve, e serve farlo anche con le compagini più piccole. Lavoro, dedizione e amore per la maglia azzurra: queste saranno le parole chiave che, magari, regaleranno sceneggiature anche migliori in futuro. Anche se, nel bene e nel male, il Napoli contro la Samp ha emozionato ugualmente i tifosi: è stato un gran bel film!

And the Oscar goes to…

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Lorenzo Gentile

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