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ADL: “Siamo élite, basta favolette. Bisogna fare il bene dei tifosi, sul San Paolo ho un messaggio per Renzi. 30 anni di presidenza? Ecco da cosa dipende…”

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Il presidente ha prima fatto una breve riflessione sull’editoriale del direttore de Il Napolista, e su come il Napoli ad oggi sia nell’elitè del calcio italiano ed europeo, poi si è soffermato su molteplici aspetti. Ecco le sue parole, raccolte dalla nostra redazione.

Analisi del Napoli e della Juve – “Io leggo sui giornali che abbiamo un forte attacco, ma segniamo di meno con difesa e centrocampo. Le squadre non sono mai omologhe, né per qualità dei calciatori né per modulo. Se uno gioca senza regista è un conto, sennò è un altro. Quando si fa l’esame a qualcuno paragonandolo ad altri è sempre sbagliato. Siamo tutti diversi, con tipologie di gioco diversi e situazioni ambientali diversi e campionati diversi. Non si possono fare paragoni. Il Bologna è una squadra ben allenata, sappiamo il lavoro di Donadoni con il Parma che creava non pochi problemi. È un motivatore. Anche a Bologna c’è una società seria, con persone canadesi e con uno spirito corretto verso i giovani. Ieri c’erano dei giovani in maniera intrigante e c’era un diciottenne se non sbaglio. Le cose nel calcio cambiano e non si può sempre essere vincenti, ma la Juve veniva da 15 vittorie consecutive: è un incidente di percorso”.

Non si parla del Milan – “Io non vorrei parlare del Milan, perché c’è domani e lunedì di tempo. Lasciamo maturare le cose e lasciamo tranquilli Sarri e i calciatori che sono concentrati. Io, perdonatemi, ma del Milan non vorrei parlarne. Non voglio influenzare nessuna delle due parti”.

30 anni di ADL – “30 anni di De Laurentiis? Dipende dalla continuità dei successi e da quanto i tifosi vorranno rimanere con me: loro sono in prima linea. Come nel cinema lavoro per i miei clienti, nel calcio lavoro per i miei tifosi. Bisogna alimentare sempre la pianta della sintonia tra le parti: è tutto in funzione del Napoli. Dobbiamo lavorare insieme in un mondo calcistico che sta cambiando. Loro hanno bisogno di me ed io di loro. Questo mondo va cambiato insieme per il bene del calcio e dei tifosi che spendono tanti soldi per seguire nel bene e nel male il Napoli. Pensiamo a lunedì che è la partita prioritaria; poi vedremo il Villarreal, che farà di tutto per fare una bella partita. Il calcio Napoli mi nobilita, perché ci potrà essere sempre questa trasfusione di sangue azzurro nelle mie vene”.

Stadio, Olimpiadi e Renzi – “Sullo Stadio abbiamo capito che il decreto legge fatto è inapplicabile; quindi ora con il sindaco, ottima persona, ci sono le volontà di fare le cose giuste, fatte per bene, all’interno delle opportunità che ci vengono offerte da altre leggi e altre problematiche, costi, budget e via discorrendo. Stiamo studiando cosa poter fare. Certo è che se Renzi potesse dare ai sindaci e ai club una cabina di regia prioritaria prescindendo dai percorsi burocratici, si potrebbe velocizzare questa attività di impianti di sport, in generale. Sarebbe un passo avanti: se vogliamo pensare alle Olimpiadi in Italia, vista la candidatura, bisogna che gli impianti e gli stadi in primiis vengano rimessi in pista e se lo Stato oggi non ha fondi da mettere a disposizione, bisogna, per invogliare i privati, fare una velocizzazione e sburocratizzare il tutto. Come? Dando al sindaco e al presidente di una società sportiva l’autorità per far sì che questi impianti ci mettano in condizione intelligente per poter essere a disposizione dei giochi Olimpici. Questa decisione dovrebbe permanere anche per il post Olimpiade. Se vogliamo risolvere i problemi del Paese e dello Sport, modello imitativo per i giovani, con la burocrazia statale, lo sport è morto e non insegnerà nulla ai nuovi cittadini italiani. Quindi, Renzi svegliati e dai una mano allo sport, concretamente: non ti chiediamo denaro, ma una sburocratizzazione del poter fare. Noi italiani vogliamo appartenere al mondo del fare, non a quello del cincischiare o del rallentare, da sempre alla base del nostro Paese”. 

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