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L’assenza di Jorginho ha condizionato il Napoli: lo dicono i numeri di un centrocampo ancora senza identità


In principio fu Inler-Jorginho, con Behrami e Dzemaili spediti in panchina a guardare la nuova coppia di centrocampo azzurra, con tanto di polemiche in seguito alle parole del procuratore di Inler, Dino Lamberti: “Le prestazioni di Gokhan sono migliorate grazie alla presenza di Jorginho, un calciatore tatticamente disciplinato. Dzemaili e Behrami giocano un calcio più veloce, giocano con il cuore. E dal momento che non sono adeguatamente disciplinati tatticamente, la difesa può essere impreparata in alcune circostanze”.

Risultato: fine del “Napoli degli svizzeri”, Dzemaili e Behrami prima rompono ogni rapporto con Inler e pochi mesi dopo lasciano Napoli per emigrare in Turchia e Germania.

Intanto tra marzo e maggio Jorginho e Inler guidano il Napoli in Champions League e alla vittoria in finale di Coppa Italia contro la Fiorentina.

Durante quest’estate però qualcosa si rompe, e complice l’impegno Mondiale dello svizzero e l’infortunio a inizio campionato di Jorginho, Benitez è stato costretto per forza di cose a ruotare più volte le coppie di centrocampo titolari: prima Jorginho-Inler che però non rendono come lo scorso anno, quindi David Lopez (arrivato in sordina e tra le critiche quest’estate, e adesso pilastro del centrocampo azzurro)- Gargano e infine Inler-Gargano e Jorginho-Lopez.

Benitez dal canto suo sembra aver deciso: promossa la coppia Lopez-Jorginho, con Gargano e Inler a fare da comprimari rispettivamente allo spagnolo e all’ex Hellas.

È forse la scelta più logica che concilia caratteristiche dei giocatori e esigenze di squadra: era infatti oramai evidente come tra Jorginho e Inler non ci fosse più il feeling dello scorso anno, sia per le già citate difficoltà fisiche che ne hanno condizionato il rodaggio, sia per una questione tattica: lo svizzero e il brasiliano, seppur con caratteristiche diverse, sono due registi e in fase di impostazione tendono a “pestarsi” i piedi, con Jorginho visibilmente frenato dalla presenza di Inler che cerca sempre la verticalizzazione e non il fraseggio come Benitez richiede. Compito svolto invece diligentemente dal giovane centrocampista, che con l’assenza di Inler e con Lopez come suo scudiero invece dimostra personalità e spirito d’iniziativa necessari alla causa: imposta, fraseggia, velocizza l’azione, cuce il gioco insieme ad Hamsik, ed in più in fase difensiva non avendo il timore di scoprire la difesa va in pressing sul portatore di palla avversario (come dimostrato egregiamente contro la Roma); insomma un vero centrocampista moderno sulla falsa riga di Gundogan del Borussia Dortmund (che non a caso utilizza proprio il 4-2-3-1).

Lopez dal canto suo si è dimostrato la spalla ideale di Jorginho (e anche di Inler, anche se con lo svizzero in campo il Napoli fa tremendamente fatica ad impostare il gioco), in quanto riesce a leggere in anticipo i passaggi senza il bisogno di ricorrere all’uno contro uno come lo svizzero, che dal canto suo ha una percentuale bassissima di contrasti vinti (durante la scorsa edizione della Champions League fu uno dei peggiori nella speciale classifica stilata dall’Uefa); resta più basso davanti alla difesa come schermo in pieno stile De Rossi per coprire le avanzate dell’ 8 azzurro, e, a differenza di Gargano, raramente si cimenta in improbabili lanci lunghi fuori dalle sue corde.

Tutto ciò è pienamente supportato dalle statistiche: con Jorginho, Inler, Lopez e Gargano in campo il Napoli ha conquistato rispettivamente 13, 10, 14 e 9 punti, con una sola sconfitta con lo spagnolo in campo (all’esordio a Udine).

La coppia che ha ottenuto il maggior numero di vittorie e di punti è invece quella formata non a caso da Jorginho e Lopez, con tre vittorie conquistate su tre partite disputate.

La coppia formata da Jorginho-Inler ha conquistato invece una sola vittoria (contro il Genoa all’ultimo secondo, con il centrocampo azzurro letteralmente soffocato da quello rossoblu) e due sconfitte contro Chievo e Young Boys, prima di essere accantonata da Benitez.

Non è quindi un caso se contro il Cagliari, con Jorginho squalificato e Lopez in panchina, il Napoli abbia sofferto sia in fase d’importazione sia in quella d’interdizione contro i molto più reattivi e vivaci centrocampisti rossoblu, con Zeman a fine partita ha fatto notare come al Napoli manchi un regista.