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Napoli, ecco i tre motivi per sorridere

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Non è facile descrivere una partita come quella di ieri notte: novanta minuti di emozioni fortissime che hanno rappresentato uno stupendo spot per il calcio italiano.

Si sono affrontate due grandissime compagini (il Napoli già lo è da un paio d’anni, la Juve forse è tornata da poco ad esserlo) che hanno dato vita ad un incontro duro ma corretto. Ma è giusto ricordare che i bianconeri, a cui bisogna attribuire grandi meriti per l’intensità e la “fame di vittoria” che stanno mettendo in mostra dall’inizio del campionato, disputano una sola partita a settimana ed hanno agguantato gli azzurri soprattutto grazie alla stanchezza psicofisica di questi ultimi.

E’ stato fisiologico per il popolo del San Paolo scoraggiarsi dopo il fischio finale di Tagliavento e guardare solo il bicchiere mezzo vuoto di un 3-3 da cardiopalma. Perchè Walter Mazzarri ha richiamato in panchina uno spumeggiante Pandev nella sua serata più bella? Per quale assurda ragione “Walterino” Gargano non si è sbarazzato velocemente di quel maledetto pallone a centrocampo, facendo ripartire Pepe per il terzo goal juventino?

Questi ed altri sono gli interrogativi irrisolti dei tifosi partenopei che, dopo qualche ora di comprensibile amarezza, ora (a freddo) dovranno cercare di prendere ciò che di buono ci ha lasciato la sfida di ieri e tirare su la testa per una stagione che può ancora riservare al Napoli un posto da protagonista.

Ecco il vero Pandev. Il primo motivo per sorridere si chiama Goran Pandev: due reti da campione e numeri d’alta classe che molti tifosi azzurri ormai non si aspettavano più dal macedone. Finalmente il numero 29 azzurro si è completamente ristabilito e Mazzarri si è deciso a schierarlo più vicino alla porta, come prima punta, dove ha trafitto ripetutamente Buffon. Ecco il Pandev che non fa rimpiangere nessuno dei tre tenori, quello capace di risolverti le partite e mandare al manicomio il “Bonucci” di turno. Bentornato Goran, Napoli ti aspettava a gloria.

Tanti nemici, tanto onore. La seconda ragione per essere orgogliosi di questo Napoli ce l’hanno data proprio i tifosi della “vecchia signora” presenti al San Paolo, festeggiando a fine gara come se si trattasse di una vittoria in finale di Champions League. Strano…eppure sembravano assolutamente convinti di stracciare gli azzurri tanto da insinuare che Aurelio De Laurentiis avesse fatto di tutto per evitare gli uomini di Antonio Conte, facendo così rinviare Napoli-Juve del 6 novembre scorso. Ebbene, se i sostenitori di una squadra che nel corso della sua storia ha vinto tutto sono tanto felici per un punticino strappato a Fuorigrotta allora vuol dire che il Napoli è tornato, come negli anni ’80, la squadra da battere.

La strada è lunga. Lasciamo perdere momentaneamente la questione scudetto e concentriamoci solo sul terzo posto che garantirebbe l’accesso all’Europa che conta: questa posizione è distante sette punti ed attualmente è occupata dall’Udinese. Cavani & company hanno tutte le carte in regola e tutto il tempo per risalire la china in campionato e ritornare grandi in patria, così come sono già grandi in Europa.

I giocatori azzurri anche oggi, soprattutto oggi, meritano il sorriso e il ringraziamento dei propri tifosi.

 

Marco Soffitto

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