De Laurentiis ricorda lo Scudetto vinto: bel messaggio ai tifosi azzurri

Serata speciale per il Napoli al Gran Galà del Calcio. Sul palco presente anche Aurelio De Laurentiis che ha ricordato lo scudetto.

Tanto Napoli presente al Gran Galà del Calcio. Gli azzurri, dopo la vittoria dello scudetto, sono stati premiati in gran numero. In sala sono presenti Khvicha Kvaratskhelia, Victor Osimhen, Giovanni Di Lorenzo e Stanislav Lobotka. Oltre a loro, in lizza per i premi c’è anche Kim MinJae che oggi veste la maglia del Bayern Monaco.

Non solo calciatori azzurri presenti al Gran Galà del Calcio. Anche la dirigenza azzurra è stata premiata. Sul palco, infatti, è salito il patron azzurro, Aurelio De Laurentiis per ricevere il premio alla miglior società dell’anno. Oltre al presidente, al Gran Galà del Calcio è presente anche il recente passato azzurro. Luciano Spalletti e Cristiano Giuntoli sono stati premiati come miglior allenatore e miglior dirigente della passata stagione.

Premiato De Laurentiis, le parole del patron azzurro

Aurelio De Laurentiis è salito sul palco per ricevere il premio vinto dal suo Napoli come la miglior società della passata stagione.

De Laurentiis parla al Gran Galà del Calcio
De Laurentiis commenta lo Scudetto al Gran Galà del Calcio – spazionapoli.it

Il patron azzurro ha voluto ricordare lo scudetto vinto nella passata stagione e ha voluto ringraziare in modo particolare Luciano Spalletti e Cristiano Giuntoli.

Di seguito le sue parole:

“Lo scudetto è stato meraviglioso, era atteso da trentatré anni. A Napoli esiste solo il mito di Maradona. Noi siamo riusciti a riportare a questa città un sorriso. Abbiamo insegnato ai più piccoli che lo stadio è un centro di aggregazione sociale. Quando sono arrivato in città, dopo aver acquistato la squadra da un fallimento, a Napoli c’era una chiesa con un campetto e tre bambini. Uno con la maglia del Milan uno dell’Inter e un altro con quella della Juventus. Io sono sceso e ho chiesto: “Ma perchè non indossate la maglia del Napoli?” Loro mi hanno mandato a quel paese. In quel momento ho capito che c’era tanto lavoro da fare. Per chi viene dal cinema, però le sfide sono all’ordine del giorno. Abbiamo lavorato per il nostro pubblico, ovvero i tifosi. Sono contento di aver incontrato nel mio percorso un allenatore straordinario come Luciano Spalletti. Dopo un primo incontro ben nove anni fa, dove non fu possibile farlo arrivare a Napoli, finalmente tre anni fa a gennaio, qui a Milano, ci mettemmo d’accordo per giugno. È stato un matrimonio felice, così tanto che quando mi chiese di andare via io non l’ho fermato. Non ho voluto ripetere l’errore fatto con Benitez”.

Lasciar andare vuol dire amore?
“Nella vita è importante il rispetto, ma poi dipende anche dalla generosità. Il cinema ti insegna ad essere un vero imprenditore. A fare impresa e non presa. Questo purtroppo nel calcio non l’ho trovato.
Ringrazio Spalletti, ringrazio Giuntoli e i miei giocatori, ma soprattutto ringrazio i miei tifosi”.

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