L'Allianz Arena non si è illuminata ma Germania-Ungheria ha comunque superato i confini dello sport

L'Allianz Arena non si è illuminata ma Germania-Ungheria ha comunque superato i confini dello sport

L'Allianz Arena non si è illuminata dei colori dell'arcobaleno prima della sfida tra Germania e Ungheria. Questa è la triste notizia, in quanto la UEFA non ha autorizzato la proposta portata avanti dal sindaco di Berlino: "Il razzismo, l'omofobia, il sessismo e tutte le forme di discriminazione sono una macchia nella nostra società e rappresentano uno dei maggiori problemi che lo sport deve affrontare oggi. Tuttavia, la Uefa per i suoi statuti è un'organizzazione politicamente e religiosamente neutrale e visto il contesto politico di questa specifica richiesta, siamo costretti a declinare", si legge in una nota sul sito.

La proposta del sindaco di Berlino infatti aveva ragioni politiche, per manifestare contro la dura legge approvata in Ungheria dal primo ministro Orban. La legge vieta la promozione delle teorie gender tra i minori di 18 anni, attaccando la comunità Lbgtq+.

Le proteste, anche da membri stessi della UEFA, non sono di certo mancate. I tifosi si sono presentati allo stadio con bandiere e gadget arcobaleno, in segno di protesta nei confronti della maggiore associazione europea. Soprattutto poiché Ceferin ha proposto al sindaco di Berlino altre date per l'evento. Questo mostrerebbe come la UEFA, nel momento in cui si sarebbe dovuta schierare apertamente contro Orban, abbia scelto di non farlo. Non schierarsi in determinate occasioni corrisponde ad appoggiare, o quantomeno non limitare, ideologie che oggi devono essere considerate inaccettabili.

Il sindaco di Berlino ha risposto sottolineando l'incredibile scelta della UEFA, e soprattutto scegliendo di non fermarsi, anzi rilanciando, colorando intere zone della città.

Fortunatamente Manuel Neuer ha ottenuto il permesso di utilizzare la fascia arcobaleno, indossata per sostenere la comunità Lgbtq+.

In attesa di poter vedere l'Allianz Arena colorata, da segnalare l'invasione di campo durante Germania-Ungheria. Un attivista Lgbtq+ ha fatto l'ingresso in campo sulle note dell'inno magiaro.

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Simone Falasca
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