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GazzSport – Koulibaly: “Possiamo vincere lo scudetto anche con lo spettacolo. Se il Napoli vuole, firmo a vita. Ecco che cosa penso di Higuain”

È un punto di riferimento per Maurizio Sarri e i tifosi, l’insuperabile roccia che domina la difesa, è Kalidou Koulibaly. Il numero 26 azzurro ha concesso un’interessante intervista ai colleghi della Gazzetta dello Sport in cui ha affrontato vari argomenti, ecco i passaggi più rilevanti.

“Questo è uno dei momenti migliori della mia carriera. Ad oggi, sono cresciuto tanto. Quando sono arrivato in Italia ho avuto bisogno di un anno di ambientamento, che non è stato semplice. Poi mi sono detto che me la sarei dovuta meritare questa grande squadra e ho cominciato a lavorare intensamente. Adesso, sto capitalizzando gli sforzi e i miei sacrifici. Di certo, non mi fermerò qui.

Io il nuovo Thuram? Mi fa molto piacere questo paragone, lui è stato un grande e ha fatto benissimo in Italia, la sua carriera non è da tutti. Io qualche problema l’ho avuto, con Benitez sono persino finito in panchina e quel momento è stato molto importante, perché ho lavorato tanto su me stesso e guardando da fuori ho compreso molte cose, anche sul piano tattico. Mi sono imposto di far vedere che non si erano sbagliati a prendermi, che sarei potuto diventare uno dei difensori più forti del campionato italiano.

L’arrivo di Sarri ha influito parecchio, appena è arrivato mi ha detto: «Ascoltami e diventerai un campione». È stato importante, perché mi ha dato fiducia in un momento in cui le cose non andavano tanto bene. Ricordate l’inizio del suo primo anno? Ci fu la partita di Europa League contro il Bruges che rappresentò la svolta sia per me che per la squadra. Direi che quello è stato il momento chiave della mia carriera.

Non so se un difensore possa spostare gli equilibri. Nel caso del Napoli non credo, perché il vero top player qui è la squadra. Adesso vinciamo anche quando manca qualche titolare, questa è la nostra forza.

Se mi proponessero un contratto a vita? Per la mia famiglia e per i tifosi, se il contratto fosse buono non avrei problemi a firmare, a restare per sempre. Qui sto benissimo, città e squadra mi danno tutto, io voglio restituire qualcosa ai napoletani, voglio dare loro lo scudetto.

La Juve si convinca, quest’anno vogliamo arrivare fino in fondo. Noi faremo di tutto per tenerla dietro, la Juventus, ma Roma e Inter non sono ancora fuori dal discorso scudetto. Il mio intento e quello dei miei compagni, è di mettere fine all’egemonia bianconera. Il primato in classifica ce lo stiamo meritando tutto, stiamo dimostrando che si può vincere anche giocando un calcio spettacolare.

Vorrei vincere l’Europa League: la contenderemo ad altre grandi squadre, sarebbe un trofeo molto importante per il Napoli. Abbiamo tanta voglia di vincere e due obiettivi da centrare: dobbiamo farlo, per la città e per noi stessi.

Il gol che abbiamo subito da Higuain? M’è mancato appena un centimetro per togliergli il pallone, sono arrivato un soffio dopo che lui aveva calciato in porta. Contro di noi la Juventus gioca così, segna un gol e poi si mette tutta dietro a difenderlo. Sono partite di grande livello, ma per un dettaglio si possono perdere. Comunque il Pipita è un fuoriclasse, è stato un piacere giocare con lui. Tra l’altro, essendo stato tre anni a Napoli, conosce tutti i nostri meccanismi e, dunque, riesce sempre a sorprenderci.

Attaccanti più difficili da marcare? Di certo, non affronterei quelli del Napoli: Callejon, Mertens e Insigne, sono autentici campioni. Quest’anno sto segnando anch’io, è vero, ma preferisco non prenderle e vincere uno a zero con un gol di un compagno qualsiasi.

Sono convinto che la vera anti-Napoli sia proprio l’Atalanta. Ogni qualvolta l’affrontiamo, soffriamo il loro modo di giocare. Per noi sarà una bella prova di maturità, se vinciamo lì sarebbe molto significativo.

Mia moglie e mio figlio sono felici qui a Napoli e io con loro. Mi ritrovo spesso con Ghoulam, Jorginho e Mertens. In genere vado in giro, in questo giorni ho visitato i Quartieri Spagnoli e la Sanità, due zone di Napoli particolari. L’affetto della gente è incredibile e io sono sempre pronto a ricambiarlo.

L’Italia ha questa immagine razzista da quando io ero piccolo, ma qualche passo avanti è stato fatto. Ci sono ancora degli stupidi che fanno pensare che il calcio e in generale il Paese siano così. Ma, in realtà, a Napoli di tutto questo non avverto nulla. In giro per l’Italia sento i soliti cori discriminatori, ma si tratta sempre di una piccola frangia di scalmanati, che andrebbe ignorata. L’Italia è un bel Paese e io qui sto bene: ho mandato mio figlio alla scuola italiana perché deve conoscere la cultura italiana. L’insieme delle culture può essere la soluzione”.

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