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Sepe al passo d’addio, Empoli pista caldissima. Il Napoli, il vivaio e la lista UEFA…

Il portiere è un ruolo delicato. Da bambini, giocando a pallone nei cortili, era quello che nessuno voleva fare. Da grandi, coloro che poi il portiere hanno deciso di farlo per davvero incontrano qualche difficoltà in più, perché di portiere in campo ce ne è uno solo e giocarsi il posto non è roba da poco.

Chissà se da bambino, nei vicoli della sua Napoli, Luigi Sepe già indossava fiero i guantoni o voleva essere anche lui tra quelli che puntavano al goal, all’esultanza spettacolare come se ad osservarli ci fosse la curva più gremita del mondo. Quel che è certo, è che da grande ha incontrato tutte quelle difficoltà ad emergere, ad emergere con la maglia della sua città.

Una sola la presenza di Sepe con la casacca azzurra, e molto datata. Su di lui grandi aspettative, per lui grande fiducia: è stato il numero 1 della nazionale italiana under 18 e under 19, e a Napoli avrebbe dovuto fare il grande salto; o, almeno, così sperava. Il giovane di Torre del Greco, invece, è sempre rimasto in ombra: dopo aver girato l’Italia tra prestiti vari, è tornato a Napoli, ma si è trovato dietro a Reina e pure a Rafael. Poche le possibilità di giocarsi il posto e, allora, il portiere potrebbe lasciare la sua città e sperare in nuova esperienza ad Empoli, la pista – secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione – è caldissima. E in caso di permanenza dei toscani in massima serie un ritorno rappresenta molto più di un’eventualità.

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Un addio di Sepe, però, potrebbe creare qualche problema al Napoli. Non in campo, dove le alternative in porta pullulano, soprattutto in fase di mercato; ma sulle carte, in particolare nella lista UEFA per la Champions League. Infatti, salvo cambiamenti, uno dei punti del regolamento prevede l’inserimento in elenco di  almeno 8 calciatori cresciuti nel settore giovanile, tesserati per almeno 36 mesi; di questi, però, 4 dovranno provenire da un qualsiasi vivaio, ma altri 4 dovranno necessariamente far parte del settore giovanile del club che presenta la lista.

Chi inserirà il Napoli? Al momento, l’unica certezza è Insigne. Qualche nome verrà pescato dalla Primavera che, soprattutto quest’anno, ha dimostrato di avere calciatori di buon spessore. Il problema, però, resta, e la partenza di Sepe potrebbe acuirlo. A stemperarlo, invece, potrebbe pensarci il ritorno alla base di Nikita Contini, il portiere ucraino classe ’96 di proprietà del Napoli e attualmente in prestito al Taranto. 

Considerando che servono comunque altri 2 nomi per completare correttamente la lista UEFA, c’è da fare un’altra osservazione: Contini potrebbe solo rappresentare una momentanea toppa e il problema sarebbe, così, rimandato. Se il giovane non dovesse trovare spazio in terra partenopea, considerata anche la sua età, potrebbe chiedere di andare a fare esperienza altrove e, quindi, lascerebbe il Napoli di nuovo senza uno dei preziosissimi “uomini del vivaio”.

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Sepe, Contini, i nomi che mancano e quelli che seguiranno potrebbero rappresentare un fallimento per la SSC Napoli, una società di grande livello ma che ancora non è riuscito a sviluppare al meglio l’importante serbatoio di talenti a disposizione del club partenopeo. Certo, i tempi per farlo sono lunghi e le basi sembrano ormai poste. Va detto, quest’insidiosa regola per il completamento della lista UEFA potrebbe rappresentare un ulteriore monito a migliorare nella crescita nella e gestione del vivaio azzurro. Oppure, si andrà avanti di escamotage in escamotage. Chissà. Sta di fatto che l’Europa chiama e il Napoli dovrà rispondere, prima o poi. Dovrà rispondere con una lista in cui almeno 4 calciatori proverranno dal suo vivaio. Le grandi società diventano tali puntando sui piccoli; l’Europa lo ricorda, il Napoli prende appunti e inizia a lavorare, gli importanti risultati con i classe 2003 e 2004 sono più di uno spiraglio di luce.

 

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