shinystat spazio napoli calcio news Sarri: "Non parlo volentieri di Higuain, nemmeno una telefonata a me o ai compagni. Adesso fiducia a Gabbiadini. Allegri? Nessuna invidia, ecco perché"

Sarri: “Non parlo volentieri di Higuain, nemmeno una telefonata a me o ai compagni. Adesso fiducia a Gabbiadini. Allegri? Nessuna invidia, ecco perché”


L’allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Tanti i temi trattati dal tecnico toscano, ecco quanto raccolto da SpazioNapoli:

È stata un’estate diversa rispetto al 2015, più difficile. Il ritiro è stato frastagliato perché gli Europei hanno ritardato gli arrivi di parecchi giocatori e dunque abbiamo lavorato a scaglione con molti ragazzi. È il prezzo da pagare a questo calcio che prevede preliminari vari e notturne di ogni genere, devo abituarmi a queste condizioni.

Higuain? Mi risulta difficile soffermarmi su di lui che ho appena visto con indosso la maglia della Juventus. Ne parlo, ma non volentieri. La scelta è stata sua perché l’offerta che gli è stata fatta da noi era in linea con ciò che poi gli è stato concesso altrove. È chiaro che perdiamo un giocatore determinante, il più forte centravanti al mondo ma dal punto di vista personale resta l’amarezza: perché mi aspettavo che facesse almeno una telefonata, magari cinque minuti prima che facesse le visite mediche. Sono abbastanza vecchio, però, per non meravigliarmi.

abbraccio higuain-sarri milan-napoliAnche i ragazzi si aspettavano un saluto da parte di Higuain ma non mi risulta ci sia stato. Tra calciatori, però, queste scelte vengono assorbite più facilmente. Certo, un pizzico di sconcerto lo registri, ma poi c’è il campo che aiuta a dimenticare.

Il mercato è un’ossessione? Non per me, io non entro mai nelle analisi, mi sembra che sia risaputo. Mi ha ferito persino che si parlasse di Higuain prima che andasse alla Juve. Per quel che mi riguarda, sono l’allenatore del Napoli e devo fare fiducia a Gabbiadini che ha mezzi da sfruttare.

Se invidio quella squadra ad Allegri? L’invidia è un sentimento poco nobile, non mi appartiene. Sono contento di essere qui e del mio percorso compiuto per arrivarci. Faccio il lavoro che voglio con la squadra per la quale ho sempre tifato, quello da invidiare sono io. E poi il bianco e il nero non sono colori che mi si addicono. Il 2 aprile avranno una partita proibitiva al San Paolo.

Come si supera l’assenza di Higuain? Spalmando le responsabilità del gioco sul collettivo. I fuoriclasse sono pochi: ne abbiamo perso uno, non certo la voglia di giocare come piace a noi.

Se percepiamo la delusione della gente? Quando si perde un calciatore così, è normale, ma molti tifosi sono già andati oltre. Io ho colto molto entusiasmo intorno a noi e simpatia forte, ad esempio, per Gabbiadini. La gente ci sta aiutando molto e noi abbiamo fatto l’impossibile perché nel nostro ritiro ci sono state sempre le porte aperte. È straordinario ma anche faticoso, non a casa alcuni club preferiscono sedute e porte chiuse. Spero venga apprezzato.

Discorso alla squadra? Poche parole: non piangiamoci addosso, siamo forti. L’anno scorso abbiamo giocato tre partite e abbiamo fatto 6 punti: non male, mi pare.

La Champions? È già difficile pensare di esserci. Vale per tutti: l’attesa per il sorteggio, l’ansia di vivere quelle serata. Ho il sospetto che alla musichetta un po’ vacillerò. Poi penserò alla partita, ovvio.

Campionato? La Juventus ha vinto per cinque volte di fila ed è un dato inquietante perché rende meno appetibile il movimento calcistico italiano. Loro hanno grosse responsabilità quest’anno, ma anche chi sta alle spalle non deve deludere: deve credere in se stesso: anche i favoriti possono sbagliare.

Se firmerei per una stagione come l’ultima? Non firmo un bel niente, la Juventus ne ha vinte 28 delle ultime 30 era impossibile reggere quel ritmo. Però ora si riparte da zero ed io non firmo nulla.

Se modificherò qualcosa dell’assetto tattico? Le analisi sulla passata stagione ci hanno confermato che questo Napoli è idoneo al centrocampo a tre e così andremo avanti, tranne in rari spezzoni di partita.

Noi siamo i primi dei secondi? Mi sembra inesatto: nel girone di ritorno la Roma ha fatto meglio di meno, la Fiorentina ha una struttura notevole, l’Inter è già attrezzata e sono curioso di vedere il Milan. Mi sarebbe piaciuto vedere Bielsa in Italia.

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