shinystat spazio napoli calcio news 5 motivi per cui Higuain è l'attaccante più decisivo d'Europa

5 motivi per cui Higuain è l’attaccante più decisivo d’Europa


E allora, che si fa? Scarica la palla al Pipita, poi qualcosa, qualcosa di bello, vien sicuramente fuori. Forza d’inerzia e di nervi, oltre al talento indiscutibile di un nueve con alma, corazon ed un fiuto da brividi per la rete. Certo, il naso aiuta: ma i piedi, la testa, il cuore fanno una differenza enorme.

Nessuna dipendenza porta a qualcosa di realmente bello. Nessuna. Ecco perché l’eccezione-Higuain è così intrigante, così imponente: perché legata da un filo sottile che paradossalmente si fa forte. Partita dopo partita, rete dopo rete, esultanza dopo esultanza. È come se la magia superasse tutto, anche i cali fisici, ancor più i momenti di ‘down’ mentali. È una polvere di stelle che si posa sul San Paolo intero, mentre l’attaccante si sbraccia, tiene duro ed inventa calcio. È Napoli che s’immedesima in un giocatore: il più decisivo in Europa. E se non siete d’accordo, aspettate almeno le motivazioni per trarre le vostre conclusioni: perché così, su due piedi, a noi sovvengono almeno cinque buone ragioni per crederci.

#1 I GOL
Oh, partiamo dall’elemento più forte. Che poi è probabilmente anche il più importante. Quanto pesa il Pipita? No, non come lo intenderebbe De Laurentiis: lì non mettiamo bocca. Ma quant’è importante, quanto conta, quanto materialmente dà alla squadra: il vero quesito, in fondo, è questo. Ed è ciò che lo differenzia dai vari Dybala e Pogba, dalle medie di Bacca e dalla verve dello stesso Insigne. Ecco: Higuain pesa. Tantissimo. E mette ‘piede’ nell’esatto cinquanta percento delle reti del Napoli. Ventinove gol più due assist uguale trentuno marcature che portano la sua fenomenale firma. Il totale degli azzurri? Sessantadue. L’esatta metà. Più di Benzema col Real (27%), pure di Lewandowski col Bayern (44%). Da non crederci. O da crederci fino alla fine.

#2 LOTTATORE
Questione di orgoglio, di carattere, di affrontare il campo come la vita: a testa alta, senza precludersi nulla. Intendiamoci: Higuain è una ‘brutta storia’ per gli altri. Meravigliosa, per il Napoli. Che può godere dei suoi numeri e dei suoi ‘dettagli‘, probabilmente più incisivi degli stessi gol. La bellezza dei nomi tanto astratti quanto concreti: parlano di coraggio, determinazione, voglia e grinta. Di quella ‘garra’ albiceleste che l’ex River si porta dentro, come testimonianza di un sangue particolare che scorre forte nelle vene. Argentino puro, napoletano d’adozione: è già accaduta una cosa del genere. E sappiamo come andò a finire…

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#3 PUNTO DI RIFERIMENTO 
Perché il più decisivo? È il detto più vecchio del mondo: è sempre più facile fare la differenza in un organico che funziona alla perfezione, altra roba è ripartire da zero e costruirsi un fortino inespugnabile. Contro il Genoa, soltanto l’ultima testimonianza: è dipendenza, pura dipendenza da Higuain. Non solo in campo, ma anche fuori. Dove Gonzalo ha preso in mano lo scettro, e un po’ governa indisturbato, un po’ si lascia ammaliare dai milioni di sudditi. Con la sua gente, in loro difesa, per il loro onore: privilegio di pochi. Pardon: di nessuno. Se non del nueve.

#4 LA SUA STORIA
Eppure doveva andar via, eppure aveva già firmato per l’Arsenal, eppure è ancora lì. E cioè qui. Higuain è il più decisivo principalmente per un motivo: perché ha scelto di esserlo nel momento stesso in cui ha deciso di restare. Sapeva i rischi, conosceva le conseguenze. Magari non immaginava di trovarsi a questo punto, ma sognava d’esserci. Sognava di poter dare una sterzata alla storia: alla sua, a quella del Napoli. Voleva fermamente entrare nelle pagine di questa società: ci è riuscito? Eccome. Il nome è ormai marchiato col fuoco: manca la ciliegina. Quella dolcissima.

#5 AMORE 
E manca da tanto, troppo tempo. Manca da così tanto che ogni volta che ci si avvicina, la delusione è così forte da causare un calo d’emozioni inquietante. Eccolo, il quinto punto della nostra classifica: è l’amore. Quello che ha saputo ridare ad una piazza spenta dai fasti precoci di Benitez, quello distrutto da un Napoli-Lazio che ancora oggi grida vendetta. Quello che oggi è tornato, quello che oggi è cantato. Un giorno all’improvviso, qualcuno s’innamorò, sì. Della creatura di Sarri, del gioco spumeggiante, dell’ennesima meraviglia tutta napoletana. Trenta e lode, Pipa. E pure trentuno. Il tuo capolavoro è (quasi) compiuto: chi ti costringe a partire in seconda fila, lo fa solo perché non può capire.

Cristiano Corbo