Il Chievo non supera mai (o quasi) il centrocampo. Vittoria cinica e meritata

Il tifoso partenopeo spesso ha dovuto prestare più attenzione alle sfide come quelle di stasera. Chievo-Napoli al Bentegodi è una di quelle partite che fa correre un brivido sulla schiena dei supporters azzurri. I ricordi negativi in quel di Verona si sprecano e così una sfida come questa diventa una partita al cardiopalma, con il terrore del trabocchetto dietro l’angolo.

La squadra di Maran ha iniziato con il botto il campionato in corso, due vittorie nelle prime due uscite (battendo la Lazio in casa) poi la flessione, collezionandone quindi altri sei nelle successive sei uscite. Napoli che viene da un periodo d’oro con vittorie e spettacolo in Italia ed Europa, tanti i gol segnati e pochi (sembra inverosimile) quelli subiti. C’è bisogno di una prova di carattere e maturità per una squadra che ha troppe volte sbagliato le sfide decisive.

I timori dei tifosi partenopei si affievoliscono quando vedono gli uomini di azzurro vestiti scendere sul terreno di gioco. Il Napoli recita a menadito uno spartito ripetuto più e più volte ed oggi non è da meno. Chievo perlopiù costretto nella propria area e che difende il pareggio neanche fosse d’oro rivestito. Tutti dietro la linea della palla i giocatori clivensi che si affacciano pericolosamente solo una volta con un contropiede fulmineo che lo scorso anno avrebbe portato al gol. Il Napoli finisce con un 66% di possesso palla e due pali colpiti, entrambi da Higuain a secco in trasferta da inizio 2015.

Sembra quindi la più classica delle partite stregate seppur il Napoli sembri un orologio svizzero. Movimenti precisi e controllati, sovrapposizioni sugli esterni e chiusure difensive nelle quali spicca un prontissimo Koulibaly, diventato insostituibile. Ed è proprio da un’azione manovrata che il Napoli trova il vantaggio. Il meccanismo è perfetto con Hamsik che viene a raccogliere il passaggio sulla sinistra dell’attacco azzurro, Ghoulam che si infila sulla fascia e crossa di prima per Higuain che di prima trafigge il portiere (nel vero senso della parola) e spegne il digiuno.

Da qui parte la sofferenza seppur il Napoli avrebbe, prima con il solito Higuain e poi con Allan e Mertens la possibilità di raddoppiare.

I tifosi fanno gli scongiuri con il Chievo che butta la palla avanti ed il Napoli  che si chiude forse troppo. Difficile vincere qui (almeno per gli azzurri) e per il momento dei partenopei (e del campionato) sono tre punti che valgono oro.

Antonio Picarelli

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