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Napoli, la difesa può essere il vero punto di forza


La nota stonata di questi anni trascorsi nel grande calcio, per il Napoli, è stata la difesa. Nonostante rinforzi di un certo tipo o comunque funzionali al campionato di Serie A, la fase difensiva ha sempre fatto fatica a dare quel tocco in più che, si sa, costituisce il vero punto di forza di una squadra vincente. Meno goal incassi e più possibilità hai di arrivare fino in fondo a giocarti qualcosa di veramente importante. Il Napoli, al secondo anno di Rafa Benitez, ha subito ben 54 goal, la peggior difesa tra le prime sei classificate e la peggiore tra le così dette “big”. Frutto di disattenzione dei singoli o di evidenti lacune nell’impostare la fase difensiva in base alle capacità degli uomini in rosa?

Fatto sta che nel nuovo corso, con Maurizio Sarri, sembra che qualcosa stia cambiando. Nonostante le amichevoli estive rappresentino poco da un punto di vista pratico, possono comunque essere un buon banco di prova per quel che si vedrà in campo.

Attenzione meticolosa alla fase difensiva: da buon allenatore di scuola italiana, la difesa deve essere curata nei minimi dettagli. Non è un caso che all’estero vada di moda la difesa “all’italiana”. Un pensiero che ha fatto e fa scuola, forse brutto da vedere ma sicuramente efficace e funzionale. Attenzione particolare a partire dal portiere e chi meglio di Pepe Reina a custodire le chiavi di un reparto che dovrà cercare di essere violato il meno possibile. Il Napoli visto nelle uscite estive ha dimostrato primi segni di compattezza e affiatamento soprattutto dietro. Certo, la condizione non è ancora ottimale, ma il tempo saprà dare le risposte che oggi molti tifosi azzurri ancora cercano. Sarri chiede una difesa compatta, lucida e pronta ad ogni occasione. Raul Albiol e compagni sono chiamati a riscattare le sorti di un reparto che non può né deve più cadere vittima di distrazioni e banali errori, né singoli né di squadra

Investimenti mirati a rafforzare il reparto: la priorità di Giuntoli, logicamente, è stata proprio la difesa. Mai come quest’anno si è vista una attenzione spasmodica alla retroguardia. La sensazione è che, rispetto a questa estate, negli anni precedenti il Napoli abbia operato con troppa superficialità sul mercato, rischiando spesso di prendere giocatori non ancora idonei al progetto, per poi rivenderli a prezzi scontati rispetto all’acquisto, come dimostra la vicenda Britos. Errori da non ripetere più, evidentemente. Per questo il taccuino del nuovo direttore sportivo è stato riempito di nomi, fino ad arrivare ad importanti acquisti, chiamati ad aggiungere quel tocco in più alla difesa.

Colpi non da poco: Hysaj a rinforzare la fascia, destra e sinistra, grazie alla sua  duttilità; Chiriches, baluardo difensivo insieme ad Albiol e Koulibaly che, a meno di clamorose svolte, resterà in azzurro; Vrsaljko è stata una suggestione, Sala ipotesi affascinante di mezza estate, come Maksimovic del Torino. Insomma, un mercato quanto mai rivolto alla parte fondamentale di ogni squadra che si rispetti.

A Sarri ora trovare il giusto equilibrio per una squadra chiamata alla stagione della svolta. Dopo un mercato così importante, la palla passa al Mister per organizzare la squadra e migliorarla. E soprattutto al campo, vero ed indiscusso giudice, che saprà dare, col tempo, le risposte che tutti cercano.