Punto strappato con le unghie e con i denti

Riprendere il cammino per ricominciare a sognare. Riprendere a camminare lentamente tramutando poi il cammino in corsa. In corsa verso il terzo posto o forse qualcosa in più. In corsa per far sognare i tifosi azzurri sempre così vicini ai propri colori. Napoli di scena a Marassi, sponda blucerchiata, in uno stadio sempre ostico ma che negli ultimi anni ci ha regalato grandi gioie pur sempre sofferte. Sfida complicata quella alla compagine ben condotta da Mihajlovic, forse la più in forma del momento in serie A. Giocano e corrono gli uomini dell’istrionico presidente Ferrero unendo alla grinta una buona dose di tecnica.

Gli azzurri dal canto loro non sono proprio nel momento migliore, falcidiati dagli infortuni e criticati dopo le ultime uscite contro Cagliari e Sparta Praga che hanno fruttato solo due pareggi. Voglia di riscatto per gli uomini di Benitez che conta gli infortunati e si lecca le ferite dopo le défaillance di Insigne e Michu a seguire quelli di Zuniga e Martens.

Partita tignosa e intrisa di carica agnostica sin dai primi minuti come ci si attendeva. Squadre tutte concentrate in un fazzoletto di campo con gli azzurri che attendono i liguri nella propria area e gli uomini di Mihajlovic che tentano di fare la partita facendo girare la palla e correndo per ventidue. Primo tempo non bello, poche le occasioni da gol e condito di tackle al limite del regolamento. Tanti gli ammoniti ed altrettanti gli interventi in cui ci sarebbe voluto un pugno più duro da parte dell’arbitro Rocchi. Il Napoli ha in contropiede la palla per sbloccare il risultato; grande l’imbeccata in profondità di Hamsik per Higuain, un attimo di esitazione per il Pipita che prova a spostare il pallone sull’uscita di Romero bravissimo ad arpionare la sfera. La Sampdoria del primo tempo vince però ai punti; ottima la prestazione per gli undici liguri che cercano in continuazione Okaka con un gioco molto poco fantasioso ma evidentemente fruttuoso visti gli ultimi risultati. Il Napoli si limita a controllare ma ci si aspetterebbe qualcosa in più.

La seconda frazione di gioco inizia versione fotocopia dei primi quarantacinque minuti. Napoli troppo schiacciato in difesa al solito ha bisogno di uno schiaffo per iniziare a giocare. Il primo a piazzarlo è l’arbitro Rocchi che non concede un evidente rigore per trattenuta su Albiol. Il secondo a piazzarlo è invece uno della Samp, Eder a rompere l’equilibrio al minuto dodici; destro da fuori area tra tante gambe azzurre e palla che si infila alle spalle di Rafael, apparso incolpevole. Gli uomini di Benitez si svegliano dal sonno e viene da chiedersi se aspettare in certe sfide siano dettami del tecnico o volere dei giocatori. Sale il baricentro degli azzurri con il tecnico madrileno che tenta di cambiare qualcosa inserendo Mertens al posto di Ghoulam, colpevolmente fuori ruolo. Gli azzurri sembrano finalmente gli azzurri con un Duvan in più mandato in campo per un impalpabile Hamsik. Macinano gioco gli uomini di Benitez con un possesso palla spesso sterile e troppo lento. Troppo poco complicata la situazione in campo ed a peggiorar la situazione ci pensa Koulibaly; steso Eder lanciato verso l’area di rigore azzurra in contropiede. Gli azzurri però non sono mai domi ed ancora una volta ritornano in carreggiata nel finale. Più gol che minuti per Duvan Zapata che acciuffa il pareggio quando tutto sembrava perso e dopo che Rocchi ci nega il secondo rigore per trattenuta su David Lopez. Punto guadagnato o punto perso in quel di Marassi?

Antonio Picarelli

 

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