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Benitez, per il rinnovo il mercato non basta


“Should I stay or should I go?” , il ritornello della leggendaria canzone dei The Clash pare riecheggiare con continuità nei pensieri di Rafa Benitez, il cui contratto scadrà a giugno. Del resto, il tecnico madrileno ha nelle terre d’Albione una seconda casa, plausibile che spesso ragioni nella lingua di Shakespeare. Dilemma sulla permanenza, che di shakesperiano sta assumendo i contorni. Benitez è consapevole che vincere a Napoli significherebbe scrivere pagine indelebili di storia, perché chi vince in riva al Golfo, da protagonista, da comandante carismatico quale è il tecnico madrileno, compie qualcosa di indimenticabile. Stimoli che però vanno a cozzare con ulteriori tematiche: la tentazione della Nazionale spagnola, che nel 2016 sarà lasciata da Del Bosque, la voglia di stare vicino alla famiglia in Inghilterra, tutti fattori che comunque saranno essenziali nella scelta di Benitez.

Lungimiranza. Un mercato all’altezza delle aspettative, ciò che è mancato durante la scorsa sessione di mercato, non pare un punto sufficiente, da solo, a smuovere l’ex allenatore di Valencia e Liverpool. Le garanzie richieste da Benitez vanno oltre l’immediato, esulano dall’esclusivo aspetto tecnico che ha comunque un’importanza cruciale. Le strutture, un tasto sul quale lo spagnolo batte praticamente da sempre, implementare l’offerta dell’impianto d’allenamento. Strutture all’avanguardia con cui invogliare giocatori di grande livello a rimanere e ad arrivare, per offrire risultati sempre più elevati e all’altezza dei top club europei. Non solo, campi da gioco con i quali permettere ai giovani del settore giovanile di lavorare a stretto contatto con la prima squadra. Essenziale creare un fil rouge con il quale creare una totale simbiosi con i talenti del vivaio. Per un tecnico di spessore infinito come Benitez l’offerta deve essere di livello, solo così la storia potrà continuare. In attesa delle definitive risposte di Aurelio De Laurentiis, il ritornello dei The Clash continua a rimbalzare.

Edoardo Brancaccio
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