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Non c’è sosta che tenga, Inter-Napoli è già nell’aria


Il week end si avvicina ma, la sete di serie A incredibilmente non verrà appagata come di solito accade. La sosta per gli impegni delle Nazionali ha investito come un treno tutti i club italiani che erano appena entrati nel ritmo campionato tra competizioni europee e scontri al vertice, costretti ad un tour de force a volte immotivato con amichevoli oltre oceano o gare di qualificazioni ai prossimi Europei alquanto dispendiose sotto il profilo mentale e fisico. In casa Napoli però, nonostante manchino ben otto fuoriclasse in giro per il globo terrestre, si pensa già a cosa succederà la prossima settimana, quando si riaccenderanno i riflettori. Domenica 19 ottobre infatti, sarà tempo di Inter-Napoli, un match che dallo scorso anno ha assunto tinte ancora più grevi e decise.

Tutto inizia quando Walter Mazzarri, due stagioni fa, lascia a fine stagione la panchina del Napoli. Lo annuncia all’Olimpico di Roma, causa “periodo di riflessione”. Due giorni ed approda proprio all’Inter. Di tutta risposta il Napoli, tradito e deluso per non aver appreso sin da subito la verità della scelta del toscano, ingaggia uno dei migliori tecnici del Mondo ed ex proprio dei nerazzurri nella sua unica esperienza italiana, Rafa Benitez. Se per Mazzarri il primo anno a Milano si riduce in un mero passaggio di testimone per un salto di qualità che in realtà non è mai arrivato, lo spagnolo all’ombra del Vesuvio e con una squadra totalmente rinnovata macina record, vittorie, conquista un piazzamento Champions e vince la Coppa Italia. Scusate se è poco.

Ma l’importanza della gara cresce per altri due motivi: non è un mero “voler vincere contro l’ex”. E’ per metà questione di principio e per l’altra metà, questione di orgoglio ferito. Entrambi infatti, seppur in maniere diverse, lamentano di aver ricevuto un trattamento poco carino dai loro ex club ed in particolar modo dai tifosi. Benitez a Milano non è mai piaciuto e tutt’oggi la sponda nerazzurra lo reputa non idoneo al campionato nostrano. Un’accusa insensata per chi ha vinto tutto in Europa, contro squadre ben più forti e con delle rose ugualmente in progress come quelle del Napoli. Quando torna a Milano da avversario, Benitez vuole dimostrare di essere sempre stato sottovalutato, anche se sono i numeri a parlare per lui, anche quelli accumulati proprio all’ombra del Vesuvio. Qualche rottura poi c’è anche con la società, rea di non averlo mai accontentato nell’allora mercato estivo, sbarazzandosene poi all’indomani della vittoria del Mondiale per club.

Mazzarri a Napoli ha il problema opposto. Ha a che fare con l’orgoglio ferito di chi ha creduto in lui ed è stato abbandonato nel momento topico, quando bisognava soltanto prendere la ciliegia più bella dal frigo ed apporla sulla torta. E’ andato via preferendo un club che non gli avrebbe permesso un deciso salto di qualità, costruendo per giustificarsi sempre i soliti alibi ben noti nella sua gestione partenopea. Batterlo per molti è sinonimo di una scelta sbagliata, della conferma che Napoli ha sempre avuto ragione e con lei il presidente De Laurentiis, che particolarmente tiene a stravincere il match contro Icardi e soci. Mancano ancora nove giorni alla notte infuocata di San Siro ma inutile negarlo: Inter-Napoli è già nell’aria.

Alessia Bartiromo
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