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A Bilbao con tre ragioni per essere ottimisti


Dopo aver guardato e riguardato la gara di andata tra Napoli e Athletic, a dispetto del risultato si può affermare che la fiducia di passare il turno è addirittura aumentata. Ci sono infatti almeno tre buone ragioni per credere che la squadra partenopea possa superare l’ostacolo basco e accedere alla fase a gironi della Champions League.

PERSONALITÀ  Fin dall’inizio della gestione Benitez si può dire che gli azzurri abbiano affrontato indifferentemente gare in casa e in trasferta, offrendo nei match importanti prestazioni di livello anche lontano da Fuorigrotta sia in campionato (sfatato il tabù S. Siro) che in campo europeo. Ricordando ad esempio le gare di Champions a Londra e Dortmund, pur terminate con una sconfitta non hanno visto il Napoli sopraffatto, nonostante fossero state affrontate con problematiche di formazione e contro avversari di ben altro livello rispetto al Bilbao.

PromossoTECNICA Può suonare quasi bizzarro dopo una gara terminata con un pareggio in rimonta che gli azzurri sono nettamente più forti dei biancorossi, ma di fatto è così. Analizzando le due formazioni iniziali di ieri e allargando la riflessione alle due rose a disposizione dei tecnici, emerge come in ogni paragone tra omologhi (portieri, terzini, difensori, mediani, ali, centravanti) i partenopei abbiano giocatori di livello tecnico ed esperienza superiori. Per onestà si può ammettere che il solo Muniain potrebbe giocarsi un posto nel Napoli con gli attaccanti azzurri. Restando alla gara di ieri alcuni numeri di rilievo, Napoli con un possesso palla del 57% e una precisione di passaggio dell’86% contro il 75%, gli azzurri sono caduti per 6 volte in fuorigioco grazie anche al posizionamento altissimo della linea difensiva avversaria, un fattore che dovrà essere sfruttato nella gara di ritorno con verticalizzazioni più precise per gli attaccanti partenopei.

CONDIZIONE Si tratta di fatto del fattore decisivo nelle sfide d’agosto, più della tecnica, più della personalità, contano le gambe. Una condizione non ancora ottimale porta a non essere lucidi e precisi nelle giocate e nelle conclusioni (leggi occasioni mancate). Per gli azzurri i test con Barça e PSG erano stati attendibili sul piano tecnico, ma solo ieri è stata giocata la prima gara ad intensità “reale”, adesso Benitez dispone di una settimana di lavoro per migliorare la condizione degli uomini in ritardo e preparare al meglio la squadra per la trappola San Mames (una trappola psicologica più tecnica).
La gara di ieri ha evidenziato anche un altro fattore da tenere presente, il Napoli ha chiuso la gara in crescendo mentre gli avversari sono calati vistosamente alla distanza, avversari che saranno per altro impegnati nel weekend con la prima gara di campionato che li porterà quindi a giocare mercoledì prossimo la terza gara in otto giorni. Se sarà un vantaggio per i partenopei lo scopriremo il 27, di fatto però ad agosto non è facile recuperare rapidamente la fatica di gare ravvicinate.

Andrea Iovene
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