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Profili azzurri: Gennaro Scarlato


Se stilassimo una classifica dei rimpianti più pungenti della cantera azzurra, probabilmente Gennaro Scarlato ricoprirebbe le prime posizioni. Negli anni difficili della metà dei ’90 nella primavera azzurra fioriva un calciatore che faceva parlare di lui per le spiccate doti tecniche e per una maturità calcistica che lo faceva imporre come il gioiello più prezioso della collezione partenopea, tant’è che il Chelsea ci mette gli occhi addosso, non riuscendo però a strapparlo dalla madre Napoli per alcuni cavilli contrattuali. Nel ’96 Boskov credeva in lui, la frattura alla tibia lo costringe a saltare un anno e a debuttare nel ’97 a Verona, chissà se quel treno perso sia poi stato la ragione di una carriera che avrebbe meritato altre sorti.

Dopo il debutto comincia a fare il girovago, a Napoli tira una brutta aria per i giovani ed e bene che il ragazzo si faccia altrove, passa per Vicenza nell’affare Davide Mezzanotti , da dove farà ritorno l’anno successivo, poi si trasferisce al Torino che crede nelle sue potenzialità acquistandone metà del cartellino, anche in questo caso facendo rientrare il tutto nell’acquisto azzurro di Antonino Asta. Il ruolo di attaccante comincia a stargli stretto, la concorrenza è agguerrita e lui puntualmente viene scavalcato da elementi più pratici in zona gol, dove lui si trova meno a suo agio, adatto di più ad essere coprotagonista nelle azioni d’attacco. Nel 2000 il Ravenna lo prende in prestito ed il tecnico dei romagnoli Rumignani lo “vede” difensore centrale, una folgorazione ispirata da una fisicità che ha sempre caratterizzato Scarlato, ma anche dalla tenacia condita da una tecnica di base di lusso per un difensore mercatore. Ritornato al Toro grazie all’offerta più alta alle buste, Ventura lo trasforma definitivamente in centrale di difesa, da cui comincerà una seconda vita, partendo però da Terni, la piazza che ha deciso di affidargli il reparto arretrato.

Due buone stagioni di B saranno il concreto lasciapassare per aprirgli la strada di Napoli, dalle viscere della C dove il fallimento lo ha relegato, di cui accetta la categoria pensando all’attaccamento ai colori natii. Diventa capitano azzurro nella tremenda traversata sui campetti di provincia, sfoggia grinta e passione smisurata, si prodiga spesso anche in fase avanzata dove metterà a segno anche alcuni gol, coperto alle spalle da un altro veterano della categoria, tale Ignazio Ignoffo. Purtroppo la stagione eroica terminerà malamente con la sconfitta di Avellino ai play off, stagione che si conclude anche peggio poiché la società decide di non riconfermarlo. Comincia l’ennesimo viaggio travagliato 20050311174833alla ricerca della felicità, da Crotone a La Spezia, da Frosinone a Vico Equense, passando per Ischia e Città di Marino, accettando compromessi di categorie modeste e progetti campati in aria, fatti di promesse non mantenute, di cambiamenti in corsa e tante parole al vento. A pensare che Gennaro era passato anche per la nazionale under 21 di Tardelli, dove con 6 presenze ed 1 rete sembrava aver trovato il trampolino per il grande calcio, ma l’esclusione per gli europei del 2000 sembrò il primo cattivo presagio per una carriera che avrebbe onestamente meritato altri orizzonti, in considerazione di un calciatore dalle ottime capacità, cui la sfortuna ha messo in un contesto non idoneo per un giovane che avrebbe meritato che qualcuno credesse maggiormente in lui.

Volendo concludere l’analisi amara ma veritiera del cammino di Gennaro, potremmo convenire che è forse uno degli esempi più sintomatici di un calcio che aveva perso la bussola, lanciandosi verso terre straniere lontane piuttosto che curare i fiori del proprio giardino, risparmiando in termini economici e soprattutto coltivando elementi di sicuro valore che, alla lunga, avrebbero ripagato con la giusta moneta. Chissà se oggi qualcosa è cambiato, ad ogni modo Scarlato resterà il calciatore che avrebbe potuto dare qualcosa in più, soprattutto alla sua città, ma che non ha avuto modo di esprimersi come meritava, vuoi per sfortuna, vuoi per un fato che si è accanito per ciò che riguarda gli infortuni, vuoi anche e soprattutto per aver trovato contesti che mai gli hanno concesso il tempo necessario.

Di seguito il video di un rocambolesco Napoli-Foggia 3-2 di serie C1 dove Scarlato mise a segno il gol vittoria allo scadere

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