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Bologna, terra di gioie e sofferenze per gli azzurri


Vinte le prime battaglie del nuovo anno contro SampdoriaHellas Verona e Atalanta, il Napoli di Benitez è pronto per una nuova avventura alla ricerca dei tre punti contro un Bologna piuttosto in crisi in questa stagione, come dimostrano i sedici punti raccolti nel girone di andata e il diciottesimo posto nella graduatoria che varrebbe la retrocessione nel campionato cadetto.

Nonostante il tribolato cammino in campionato, i rossoblu non sono una squadra da sottovalutare, soprattutto per il Napoli se si conta il fattore Dall’Ara. La trasferta di Bologna si è rivelata un pellegrinaggio per gli azzurri da quando sulla panchina sedeva Mazzarri. La partita contro gli emiliani risultava sempre decisiva per i partenopei, i quali si avventuravano nella terra promessa bolognese con la speranza di guadagnarsi la desiderata competizione europea, la Champions League. Per certi versi ha avuto più valenza e emozioni la partita del Dall’Ara che un’altra di campionato. Per gli azzurri lo stadio dei rossoblu è stato lo sfondo di molte gioie e sofferenze.

La prima di Mazzarri a Bologna si concluse con una sconfitta indolore per gli azzurri (2-1) che in quella stagione raggiunsero il primo traguardo europeo dell’era De Laurentiis: l’Europa League.

Tanta gioia e molto sapore in più della prima ebbe la seconda: i tifosi partenopei colorarono di azzurro gran parte dello stadio emiliano per sostenere la propria squadra, che si impose con il risultato di 0-2 e si guadagnò dopo circa venti anni la tanto sognata Champions League.

Nella stagione successiva, invece, il destino fu crudele nei confronti degli azzurri, che nei novanta minuti della sfida sbatterono contro pali e traverse prima e dopo contro la porta chiusa della competizione europea per via di Diamanti e compagni, che rifilarono un amaro e pesante 2-0 agli azzurri, che scivolarono con tanti rimpianti in Europa League.

All’ultima annata di Mazzarri sulla panchina del Napoli, il tecnico toscano si rimboccò le maniche e lavorò sodo per regalare di nuovo ai partenopei – con sfondo sempre a Bologna – la Champions League. Gli azzurri vinsero nettamente per 0-3 contro un Bologna che nella giornata precedente ne prese addirittura sei dalla Lazio. Quell’anno fu anche caratterizzato da altre conquiste importanti, come il Matador capocannoniere del campionato e il secondo posto in classifica.

Dunque, il capoluogo emiliano si confermò ancora una volta una terra importante per i partenopei, che versarono lacrime amare e di gioia. Un vero e proprio tabù da sfatare più e più volte.

Con Benitez alla guida del Napoli questo tabù sembra essere stato sfatato del tutto se si pensa allo schiacciante 3-0 dell’andata al San Paolo, ma sarà anche importante vedere come si comporterà il tecnico spagnolo nei confronti di una trasferta molto sentita scaramanticamente per i tifosi napoletani. Quel che è certo, è che la terra promessa bolognese quest’anno non avrà la stessa valenza degli anni precedenti.