Calcioscommesse, fra gli offesi c’è anche De Laurentiis

Le intercettazioni ai tempi di  “WhatsApp” non è più necessario farle in diretta. Basta il provvedimento di un giudice e un paio di tecnici esperti perché i telefoni degli indagati non abbiano più segreti da custodire, tanto si recuperano anche le conversazioni cancellate. È per questo motivo che, oggi, intorno all’ora di pranzo, da Roma a Torino, da Milano a Firenze passando per Bari e Napoli, un brivido di inquietudine attraverserà la schiena del calcio italiano.

A quell’ora, in un ufficio del tribunale di Cremona, il gip Guido Salvini, incaricherà infatti tre periti di “aprire” le circa 200 apparecchiature (telefoni, smartphone e tablet) sequestrate agli arrestati e agli indagati (per lo più calciatori) in questi due anni di indagine sul calcioscommesse, e di leggere e analizzarne il contenuto: con “particolare attenzione alle chat e ai software di Istant Messaging o Voip, in quanto – scrive Salvini – dagli atti è emerso che le conversazioni mediante tali canali hanno avuto una parte significativa nei rapporti tra gli indagati proprio per la definizione degli accordi”. Non è detto che “gli indagati” – tra i quali figurano anche big come Conte, Mauri, Vieri, Doni, Pelissier, Milanetto, Ventola, Masiello e Mezzaroma – avessero per forza “rapporti proibiti” con altri soggetti, tuttavia secondo il gip l’esito di tali accertamenti “potrebbe fornire nuovi spunti il cui approfondimento ha come sede naturale le indagini preliminari”. L’impressione è che da questo “incidente probatorio” (il nome tecnico dell’accertamento che il giudice andrà a disporre), gli investigatori si aspettino molto. Dopo aver effettuato una “copia forense” dei dispositivi, i tecnici dovranno procedere a una massiccia ricerca usando come parole chiave: i nominativi dei calciatori e di altri soggetti indagati; le società di calcio di serie A, Serie B, Lega Pro 1ª e 2ª divisione; e i nominativi dei dirigenti delle società di calcio. Dovranno poi cercare file contenenti rubriche telefoniche, mailing list o gruppi di discussione; file contenenti tracce di movimenti bancari; file contenenti tracce di spostamenti all’estero; e file contenenti le parole Over, Vittoria, Pareggi, Bolognesi e Zingari. Una caccia grossa ai segreti del calcio che secondo il gip potrebbe interessare molto i dirigenti dei top team italiani i quali, non a caso, sono citati insieme a Coni e Figc. Tra le molte persone offese sono stati compresi anche Moratti, Agnelli, Lotito, De Laurentiis e Pallotta.

 

Fonte: Repubblica

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