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Rafa, perché il cambio Zapata-Pandev?

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Rafa Benitez è un top coach, il meglio che il Napoli potesse prelevare sul mercato degli allenatori dopo l’addio di Walter Mazzarri. Lo dice la sua bacheca dei trofei, lo confermano i numeri in questi primi mesi sulla panchina partenopea. 38 punti conquistati sui 57 disponibili, un campionato apertissimo per la lotta al vertice ed un girone di Champions League onorato dal primo all’ultimo secondo (aspettando la gara di chiusura al San Paolo contro l’Arsenal).

Tuttavia, il calo che ha travolto il Napoli nelle gare contro Juventus, Parma e Borussia Dortmund ha evidenziato in maniera esponenziale alcuni errori che, in vista del futuro, vanno assolutamente evitati. L’ultimo, in ordine di tempo, è la gestione dei cambi attuata da don Rafè nella notte europea vissuta ieri in Germania.

In particolare, una sostituzione è balzata agli occhi di molti tifosi: Zapata per Pandev. Perché inserire l’attaccante colombiano proprio nel momento in cui la squadra girava a meraviglia, stravolgendo così completamente l’assetto tattico? Dopo il gol di Insigne, gli azzurri sembravano aver trovato il bandolo della matassa, sciorinando bel calcio e mettendo in difficoltà gli avversari con i tre trequartisti alle spalle di Higuain. Togliere Pandev nel suo miglior momento, spostando uno stanco (e quindi poco lucido) Higuain dietro l’unica punta è stato un vero e proprio harakiri. Da quel momento in poi gli uomini di Rafa sono notevolmente calati, perdendo quella fluidità di gioco che li aveva contraddistinti e trovando così difficoltà ad arrivare nell’area di rigore avversaria.

Avanzare Dzemaili al posto di Pandev, sostituendo l’attaccante macedone con l’ingresso di Inler, avrebbe evitato grandi stravolgimenti alla manovra partenopea. Parlare con il senno di poi però è troppo facile e la fiducia in un grande tecnico come Benitez non può svanire per un errore. Sbagliare è umano, l’importante è non perseverare…

Antonio De Filippo

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