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Avellino, Armando Izzo chiama Napoli: “Il mio modello è Sergio Ramos ma ho il cuore azzurro”


izzoavellinoSorriso scanzonato, sguardo fiero e piglio pronto. Armando Izzo è così: un ragazzotto semplice, umile, tutto casa e campo, come solo gli sportivi veri sanno fare. O almeno dovrebbero. E quando gli parli di Napoli, il suo Napoli, in quella voce schietta scorgi un’emozione romantica che lo fa tremolare: “In azzurro ho vissuto degli anni importanti – racconta in esclusiva a NapoliCalcioLive.comtutt’oggi ci ripenso con affetto”. Dai Mini-Allievi Regionali di mister Mollo alla Primavera di Roberto Miggiano (senza dimenticare la Berretti) il passo è stato breve. Il ricordo più bello nel 2010: inaspettata arriva la chiamata di Mazzarri che lo vuole in Prima Squadra per il ritiro a Folgaria. “Un’esperienza unica, ogni calciatore la dovrebbe provare almeno una volta nella sua carriere carriera”, rammenta l’ex difensore ‘azzurrino’. “Venivo da un periodo in cui non giocavo, poi in sei mesi feci bene e così Mazzarri si accorse di me e decise di osservarmi più da vicino. In quelle settimane mi allenai soltanto, ma ne fui molto contento. Lavorare gomito a gomito con Paolo Cannavaro ed affiancarlo in amichevole è stato davvero bellissimo”. Da allora Izzo ne ha fatta tanta di strada ed oggi è un punto fermo dell’Avellino, autentica rivelazione di queste prime giornate di Serie B.

Ti aspettavi un inizio di stagione così brillante?

“Probabilmente non se l’aspettava nessuno, però sapevamo di dover cominciare in questo modo: con la cattiveria giusta e con determinazione. L’allenatore ci chiede di stare concentrati e di dare l’anima in ogni partita”.

Un cartellino e un futuro divisi a metà col Napoli. Con la speranza, magari, di tornare a casa per restare.

“Giocare a Napoli con la maglia della propria città è il sogno di tutti i napoletani. Per adesso sono concentrato sull’Avellino, col quale ho un debito molto forte: i tifosi mi hanno accolto benissimo, la società e la città mi hanno dato tanto, per questo ci metto tutto me stesso. Certo, sono in comproprietà e quindi al futuro ci penso. Magari il mio procuratore si metterà d’accordo col club e insieme valuteremo cosa fare. In futuro vedremo se sono da Napoli oppure no”.

Ma perché Rafa Benítez dovrebbe puntare su Armando Izzo?

“Perché mi piace uscire palla al piede, ho una certa forza fisica, gioco con serenità e concentrazione, che a mio avviso sono due requisiti fondamentali per un professionista. Inoltre, quando scendo in campo mi diverto e chi fa così riesce sempre a dare qualcosa in più rispetto agli altri”.

A chi ti paragoneresti? Hai un modello al quale ti ispiri?

“Sergio Ramos: è lui il mio idolo”.

Da perno della difesa con Mazzarri a ‘seconda scelta’ con Benítez: come giudichi la situazione di Cannavaro?

“Paolo è un capitano vero, ha dato e continua a dare tutto per Napoli, lo ha dimostrato in passato e lo fa tutt’ora. Son certo che in futuro giocherà. Ha qualità importanti, in pochi in Italia sono al suo livello”.

Come ricordi l’esperienza in Trentino?

“Fu bellissima. Mazzarri mi trattò molto bene e mi diede l’opportunità di imparare da compagni affermati ed esperti. Lavezzi ed Hamšik erano quasi immarcabili, ma nel mio piccolo feci del mio meglio per fermarli (ride, ndr). Per non parlare dei continui scherzi di Zúñiga e Grava negli spogliatoi: era davvero un bel gruppo, peccato che qualcuno non sia rimasto”.

Raccontaci il primo Insigne. Quanto lo vedi cresciuto dall’epoca delle Giovanili e da quello stesso ritiro nel 2010? Dove può arrivare?

“Per Lorenzo vale il discorso fatto prima: è un napoletano e, in quanto tale, per lui la maglia azzurra ha un valore speciale. Ricordo che arrivare in Prima Squadra è sempre stato il suo sogno. C’è chi da ragazzo guarda alla Juve, chi all’Inter, chi al Milan; Insigne, invece, ha sempre guardato solo al Napoli. Abbiamo giocato insieme ai tempi della Primavera e già in quegli anni era fortissimo. A Foggia è migliorato tanto grazie a Zeman e sono felice che stia ancora crescendo. È bello vederlo protagonista in Nazionale e spero vivamente che possa andare al Mondiale”.

Benítez stima Bariti al punto da farlo esordire in A dopo poche giornate. Di’ la verità: hai provato un po’ di invidia a vederlo in campo contro il Livorno?

“Sono molto contento per lui, Bariti è un gran talento e merita il meglio. Chiunque vada a Napoli per fare bene avrà sempre la mia ammirazione, figuriamoci se si tratta di un mio ex compagno. Vedrete che vi darà delle belle soddisfazioni”.

Torniamo all’Avellino. Qual è il segreto della vostra forza?

“Abbiamo uno spogliatoio vincente e di questo va dato merito a mister Rastelli. Ci alleniamo giorno per giorno con gran sacrificio, consapevoli che ogni sabato sarà una battaglia”.

Dal 2012 in squadra con Biancolino. Avrete sicuramente parlato del gol nei playoff che condannarono il Napoli alla permanenza in C.

“Purtroppo sì (ride, ndr). Gli ho detto più volte: ‘Ma sei di Napoli, come hai fatto? Potevi risparmiartelo…’. Scherzi a parte, Raffaele tiene molto alla maglia e dà tutto per l’Avellino. È un vero professionista e nel nostro mestiere certe cose possono capitare”.

Che effetto fa vedere Sepe capolista col Lanciano?

“Luigi è un ottimo portiere e sta disputando un gran campionato. Eravamo insieme in azzurro ed è bello rincontrarsi da protagonisti in altre piazze. Sarà un duello interessante, vedremo alla lunga chi andrà più lontano”.

Gigi Di Biagio ti sta tenendo d’occhio. Dopo Zappacosta, potrebbe toccare a te esordire con la Nazionale Under-21.

“Chiaramente mi piacerebbe. Farlo con un compagno di club, poi, sarebbe ancora più bello. Sono orgoglioso del mio rendimento e penso a continuare su questa strada. Se dovesse arrivare anche la convocazione, potrei solo esserne contento”.

FONTE napolicalciolive.com

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