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Hamsik, musica azzurra: Marekiaro suona la settima sinfonia

allenamento_napoli_castel_volturno_spazionapoli_foto (95)_hamsik_dzemailiLa settima meraviglia è custodita in quell’involucro con tanto di fiocco azzurro ed a cresta alta si può andare incontro ai propri sogni: si scrive Hamsik e si rilegge una storia di straordinaria follia, un amore a prima vista sbocciato praticamente in gioventù e poi coltivato con partecipazione, cogliendo i dettagli di un’unione in cui il diavolo ha provato a metterci la coda. “Io qui sono felice”. Vedi Napoli e poi molli l’universo intero, le tentazioni pressoché quotidiane che pure esistono: casa Hamsik ormai è a Castel Volturno, due passi dal centro sportivo, una dimensione familiare nella quale Martina può veder crescere Christian e Lucas mentre vanno al campo con papà per rubargli il segreto d’un fuoriclasse che ormai ha scelto di trasformarsi in bandiera. “Io qui ci sto benissimo e non ho alcuna intenzione di cambiare. E se mi dessero la cittadinanza onoraria, la accetterei volentieri: ci mancherebbe”.

SETTENNATO – Luglio 2007 è appena ieri eppure pare un’eternità: perché intanto, in questo frullatore, ci sono ducentosessantadue partite e settantuno reti, c’è una evoluzione della specie che ha trasformato quel piccolo principe in leader, c’è la sintesi tra Gerrard e Lampard che intanto s’è trasformato in Marek Hamsik, un portento. “Siamo reduci da stagioni straordinarie, le ultime quattro sono state di assoluto livello: ma siamo incontentabili e vogliamo riuscire a compiere il definitivo salto di qualità. E noi speriamo di riuscirci in fretta, già da quest’anno”.

LA STORIA – Luglio 2007, l’alba di questi giorni, l’epoca d’un altro calcio, riavviato attraverso un blitz per strappare Hamsik all’Inter e concederselo in dote quasi per sempre: perché da quel momento non ce ne è stato per alcuno, né per il Milan che pure ci sperava, né per il Chelsea, che a lungo l’ha seguito. Un rinnovo e poi un altro ancora, sino alla scadenza del 2016, sino al prossimo contratto che sta per essere steso destinazione 2018, la data giusta per provare ad avvicinare il primato dei centoquindici gol di Maradona ma anche per far vacillare Bruscolotti, un palo ‘e fierro esposto alle accelerazioni di Marekiaro, che nella propria scelta di vita ha infilato pure il record di presenze con quella maglia che ormai la sua seconda pelle.

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MAREKELLE – Sette anni e non sentirli affatto addosso, perché Napoli è sua, è un desiderio cresciuto vivendola da dentro, conoscendola nelle sue meraviglie e persino in qualche inaccettabile contraddizione. Sette anni, decollando dal basso, dal ruolo di matricola, e però poi attraversati sempre ad alta quota, tra qualificazione nell’Europa che conta e in quella che comunque ha un suo senso. Sette anni da autentico bomber, l’inaspettato ruolo afferrato nel triennio iniziale, prima che arrivasse El Matador, e però non sufficienti ad appagare quella fame confessata alla propria gente nella Dimaro incantata dalla famelica volontà di prendersi ogni cosa, di non negarsi assolutamente nulla, di non porre limite alcuno alla Divina Provvidenza e a quel talento capace di condurre nell’immensità d’una favola: “Cosa farei in caso di vittoria di scudetto? Penso che una bella cresta azzurra sia inevitabile. E comunque, tra il titolo di campione d’Italia e la Champions League, sceglier non saprei: sarebbe bello vincere tutto”. La settima meraviglia eccola là…

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Fonte: Il Corriere dello Sport