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Il Napoli sempre più giovane grazie a due novità. Ma il pericolo “prudenza” è in agguato…


maz&insDue colpi, due giovanissime promesse di livello internazionale, due gradite sorprese a spezzare il grigiore di questo martedì di fine gennaio. Riccardo Bigon sta per confezionare un doppio regalo ai tifosi del Napoli: l’acquisto già ufficializzato (in comproprietà con l’Udinese) della punta ventenne paraguaiana Miguel Medina e l’altro (a un passo dalla sua definizione) di uno dei mediani classe ’94 più promettenti d’Europa, il croato Josip Radosevic.

INVERSIONE DI TENDENZA-  Il club partenopeo sta impiegando molte delle sue energie e delle sue risorse per costruire pezzo dopo pezzo il Napoli del futuro. D’altra parte nel capoluogo campano il football si respira nell’aria e la città rappresenta un serbatoio pressoché inesauribile di talenti da scovare (e non più da “regalare” alle squadre settentrionali, come accadeva fino a pochi anni or sono). Già molti di questi ora indossano la casacca azzurra: infatti la “primavera” allenata da Saurini quest’anno sembra non avere avversari e ragazzi come Novothni, Palma, Tutino, Crispino, Allegra, Fornito, Insigne e molti altri ancora faranno sicuramente l’ingresso nel calcio che conta nel giro di pochissimo tempo.

LINEA VERDE O “LINEA MAZZARRI”?-  Il vero problema si pone proprio a questo punto: questi giovanissimi atleti vengono curati, protetti e cresciuti (non solo calcisticamente) dal club di Aurelio De Laurentiis ma al momento giusto quasi sempre non vengono lanciati nel calcio che conta, quello dei grandi. Si fa presto a bruciare un calciatore diciassettenne o diciottenne, staranno pensando alcuni di voi, ma forse per lo sviluppo delle loro carriere è ancora più nefasta la mancanza di coraggio di chi li allena e di chi decide le loro sorti. Proprio per quanto concerne questo argomento delicato, sarebbe illuminante chiedere a Walter Mazzarri cosa ne pensa davvero della linea verde pretesa in sede di mercato dal suo patron. L’impressione è che il coach labronico pretenda di lavorare quasi unicamente con giocatori esperti e che preferisca di gran lunga le certezze alle promesse. La speranza è che il grande  allenatore toscano (il vero artefice di questo Napoli vincente) limi questa sua eccessiva prudenza e cambi punto di vista sulla politica giovanile azzurra perché, per il bene del Napoli e del calcio in generale, bisogna anche saper rischiare e puntare sulle nuove generazioni.

Sarebbe un gran peccato, oltre che un assurdo controsenso, avere tanti potenziali campioni a disposizione e non riuscire a godere del loro talento.

Marco Soffitto