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Kakà al Napoli, la bomba giocattolo


Sogno di una notte di mezz’estate o mozzarella di bufala? Anche perchè la fonte (inedita) di questo improvviso scoop di mercato è un politico che quando sedeva sugli scranni del Parlamento amava omaggiare di latticini i suoi colleghi del centrosinistra. Da allora l’odore di bufala, e non solo, ha un po’ perseguitato l’onorevole Clemente Mastella. Con le dichiarazioni di oggi, però, prova a stupire sè stesso: “C’è la possibilità che il Napoli prenda Kakà – sbotta – ma dipende dal club azzurro. Non credo ci siano ancora dei pour parler tra il Real e la società. Si tratta ancora di una cosa in fieri, in cantiere. La ragione è questa: c’è un dissenso di natura tecnica tra Mourinho e Kakà. Il tecnico portoghese gli preferisce Ozil, lui vorrebbe rilanciarsi. L’unica grande squadra italiana cui può puntare è il Napoli“. Bomba ad orologeria. Nel giro di pochi minuti la notizia, partita dalle frequenze di Radio Kiss Kiss, fa il giro del web, scatenando illusioni ed illazioni. Dell’operazione se ne occuperebbe Ernesto Bronzetti, il quale non rilascia dichiarazioni sulla vicenda: “”Venerdì scorso ero a cena con lui a Capri – rivela l’ex Ministro di Grazi e Giustizia – che come sapete cura gli interessi con l’Italia del Real Madrid ed e’ stata ventilata quest’ipotesi“. Voci da piazzetta vip, tra le note di un mandolino e qualche limoncello di troppo. Lingua sciolta, si perdono i filtri, i ricordi sbiadiscono. Il giorno dopo la cameriera bionda che ti ha servito al tavolo aveva un certo non so che di Charlize Theron.

SARA’ VERO… Proviamo ugualmente, e con le dovute precauzioni, ad indagare un po’. La trattativa pare avesse un volto. Come racconta il giornalista Walter De Maggio il Real Madrid pensa ad un prestito secco. L’ostacolo insormontabile è però sotto gli occhi di tutti: l’ingaggio. E non parliamo di sfogliatelle e delizie al limone, ma di ben 10 milioni di euro. Bene, sempre secondo Mastella, il club spagnolo sarebbe disposto a contribuire al pagamento dello stipendio del fuoriclasse brasiliano, versando il 60% dell’ammontare totale. Al Napoli, dunque, restano da sborsare 4 milioni. Qui si aprirebbero i soliti scenari. Ma come, tanto caos e orgoglio nel diktat del presidente di non sforare il tetto ingaggi e poi tutto volatilizzato? Mi direte, “ok ma stiamo parlando di un campione stratosferico“. Sì ma questo non distoglie dal nodo principale. Il signor Cavani, colui che ha trasformato le prospettive di questa squadra, sta battagliando per l’adeguamento e De Laurentiis mantiene inalterato il suo assioma, rischiando anche di azzuffarsi con i giornalisti. Sarebbe come telefonare a Castelvolturno e minacciare: “C’è una bomba nello spogliatoio!”. Non basta. Anche sui diritti d’immagine i conti non tornano. Il patron ne difende la gestione collettiva,, chiudendo le porte a molti top player che non vogliono soccombere alle sue prerogative. Come si può inserire in questa visione da pater familias un tizio del calbro di Kakà che probabilmente attinge dagli sponsor un guadagno superiore a quello pattuito con i galacticos? Sottolineiamo, inoltre, l’assoluta incongruenza con la politica delle nuove leve urlata a gran voce dal team azzurro. C’è stata, è vero, l’eccezione Pandev lo scorso anno, ma solo perchè le condizioni erano accettabili, la Champions incombeva e l’esperto ex interista avrebbe accettato ogni tipo di ruolo all’interno della rosa. Quest’anno l’apertura ai giovani, se è possibile, è ancora più integralista, potendo sfruttare l’Europa League come vetrina e piattaforma ideale per centellinarne la crescita. Per professionisti che hanno stravinto altrove il capolinea non può essere Napoli.

…O E’ SOLO UN’ILLUSIONE? Non si discutono le qualità del calciatore, malgrado qualche annata tormentata e la condizione fisica non proprio esaltante destino qualche perplessità.  Ma si sente troppa puzza di operazione di marketing partita proprio da ambienti vicini al trequartista ex Milan e, chissà, transitata magari nei meandri della dirigenza azzurra.  La grana Kakà esiste davvero al Real e lui attende richieste importanti. A Napoli c’è una piazza demoralizzata dall’addio del Pocho e dal fastidioso immobilismo nella campagna acquisti. Risollevare l’animo dei tifosi garantendo che la società è viva e vegeta, capace anche di colpi sorprendenti, può essere una lettura. Ma anche l’innamorato folle, ormai assuefatto alle logiche estive, non è facilmente suscettibile solo perchè bersagliato dai raggi di “Minosse”. Le dichiarazioni del procuratore di Kakà, Gaetano Paolillo, a Sky Sport 24 seguono proprio questa direzione: “Non è giusto illudere il popolo partenopeo – commenta – La notizia è assolutamente infondata“. Peccato per chi ci ha creduto, anzi, peccato per chi l’ha indotto a crederci.

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