shinystat spazio napoli calcio news Da bruco a farfalla: ecco l' evoluzione di Lavezzi durante gli anni in azzurro

Da bruco a farfalla: ecco l’ evoluzione di Lavezzi durante gli anni in azzurro


Ormai, la storia d’amore, tra il Napoli e Lavezzi, è prossima a concludersi scrivendo la parola “fine”.

Così, sfogliando l’album dei ricordi, che raccontano il percorso e le avventure del Pocho, dentro e fuori dal campo, non si può fare a meno di notare la sua crescita, non solo calcistica, ma anche umana e soprattutto estetica. 

Quando è approdato a Napoli, quel giorno in cui fu presentato a Castelvolturno, era solo un timido ragazzo argentino,  ex elettricista, con dei folti capelli neri che gli coprivano anche gli occhi, leggermente in sovrappeso.

La sinergia delle esigue informazioni sul suo conto unitamente a quell’aspetto, apparentemente in distonia con il popolare concetto di calciatore, bastò, così, a scatenare lo scetticismo dei tifosi, quegli stessi tifosi che, una finta alla volta, ha saputo far suoi. 

Poi l’evoluzione: da bruco a farfalla, da ragazzo timido a introverso ad “animale notturno” che non disdegna la bella vita e le belle donne, il numero dei chili persi che diviene inversamente proporzionale a quello dei tatuaggi che, gradualmente, appaiono incisi sul suo corpo, ovunque e che raccontano la sua storia, le sue passioni, il suo credo, i suoi ideali, come avviene per tutti i “cultori dei tatoo”, perché, del resto, il Pocho, è diventato subito “uno di loro“.

Crescita professionale, umana, estetica: i capelli lunghi spariscono e mostrano a Napoli “il volto del Pocho”, che tende, così, ad assumere, un giorno dopo l’altro, un aspetto sempre più “scugnizzesco“, ragion per cui, è facile per i figli di questa terra, identificarsi in lui, simbolo del “nuovo Napoli“, ma anche precursore di nuove mode.

E il “Lavezzi-style”  diventa uno dei look più popolari di Napoli e provincia

Quel “sarracino argentino”, merita anche un posto sulle pareti delle stanze delle scugnizze partenopee, così come, suo malgrado, riesce a far breccia nel loro cuore. 

Tutte pazze per Lavezzi, tutte sognano un ragazzo come Lavezzi, tutte invidiano Yanina, la modella argentina che ha scalzato dal cuore del Pocho la madre di Thomas – “Pocho-junior” – stravolgendogli la vita, la quotidianità, le abitudini: niente più vita notturna, né sregolatezza e scelleratezza, da quando è arrivata Yanina, la musica è cambiata. 

La vita del Pocho non è più ritmata dalla musica disco, né dalle note calde, cordiali ed imprevedibili di un’ incalzante nostrana tarantella, anzi.

A Yanina non gradisce particolarmente il folkrore partenopeo.

La loro vita si muove sulle dolci e romantiche melodie di un valzer lento…Che presto, forse, scopriremo essere un “valzer francese“. 

Se Ezequiel fosse rimasto il timido ed impacciato ragazzo degli esordi, forse, la parola “fine“, non sarebbe così vicina.

Eppure, riguardano la sua photo-story, si può trarre una conclusione certa: il 20 maggio, all’ Olimpico di Roma, al cospetto della vittoria della Coppa Italia, per una notte, Lavezzi è ritornato ad essere “Ezequiel lo scugnizzo”.

E forse, non avrebbe potuto scrivere la parola “fine” in maniera più appropriata e commovente.

Luciana Esposito

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