Rigori fatali al Bayern.Drogba non sbaglia ed il Chelsea è Campione d’Europa.

Nonostante il fattore campo avverso, è il Chelsea la squadra Campione d’Europa per la stagione 2011-2012. 
La squadra di Di Matteo ha prevalso sui tedeschi ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari non sono stati sufficienti per designare la squadra vincitrice. 1:1 dopo centoventi minuti di gioco e il rammarico del Bayern di essere stato davvero ad un passo dalla vittoria dopo il vantaggio siglato da Muller (83′), reso effimero dal subitaneo pareggio dal solito Drogba (87′) che con un colpo di testa di rara potenza e precisione fissava il pareggio e mandava le due squadre all’appendice dei supplementari.

Supplementari che aumentano ancor di più i rimorsi del Bayern, quando Robben scarica su Cech il pallone che, dagli undici metri, poteva portare avanti i bavaresi in maniera forse decisiva e definitiva. Così non è stato e si sono resi dunque necessari i rigori per dare il nome della vincitrice dell’edizione 2001-2012 della Champions League.

Decisivi gli errori di Schweinsteiger (palo) e di Olic (parato), i quali hanno sperperato il vantaggio iniziale derivante dal penalty sbagliato da Mata (parato) unico errore della serie dei londinesi, che ha visto in Drogba l’autore del rigore decisivo, una liberazione per l’ivoriano che, durante l’arco della gara, ha rischiato seriamente di compromettere l’esito della partita.

La partita è stata molto equilibrata anche se, come ci si aspettava, è stato il Bayern ed esercitare un certo predominio territoriale, costruendo molto ma finalizzando poco e male. Robben e Muller faticano ad entrare in partita, Gomez deve lavorare, il più delle volte, spalle alla porta. Risulta essere Ribery, quindi,  il giocatore del poker d’attacco bavarese ad avere qualche guizzo in più sulla fascia destra. Gomez spreca un paio di buone chances ma, nel complesso, il pareggio di parità non è uno scandalo.

Il Chelsea, rimaneggiato come e più del Bayern, gioca in maniera guardinga, corta ed ordinata. Di Matteo rischia la carta Bertrand, all’esordio in Champions League, per contrastare le folate di Lahm e Robben ed affianca Kalou a Drogba, defilando Mata sulla destra. Nonostante la squadra sia abbastanza abbottonata, il Chelsea da comunque la sensazione di poter essere pericoloso quando abbozza una controffensiva, trascinato da un grande Lampard e la solita prova di forza e carattere di Drogba, anche se di pericoli veri e propri Neuer non ne corre.

La ripresa è grossomodo una fotocopia del primo tempo, anche se col passare del tempo il Chelsea sembra credere di più nelle proprie possibilità, approfittando del calo del Bayern Monaco sia fisico che mentale, avvertendo ogni minuto che passa della pressione di giocare in casa la finalissima. Poi, come un fulmine a ciel sereno, il gol del vantaggio bavarese: cross di Schweinsteiger da destra, schiacciata di testa di Muller lasciato colpevolmente libero da Cole, e infilando il pallone in rete davanti ad un impietrito Cech che non sembra esente da colpe. Potrebbe essere il gol della vittoria, a sette minuti dalla fine, ma il Chelsea dimostra di essere una squadra che non muore mai; lo ha fatto a Barcellona e si è ripetuto a Monaco.
A tre minuti dalla fine, infatti, Drogba stacca imperiosamente di testa anticipando Boateng e scagliando il pallone sotto l’incrocio dei pali alla sinistra di Neuer che può solo smanacciare il pallone ma non impedirgli di entrare il rete. Un esempio di cinismo e spietatezza del Chelsea, capace di trasfromare in rete l’unico corner battuto in tutti novanta minuti, a fronte dei ben 17 battuti dal Bayern, e se non è un record, davvero poco ci manca.

La partita si prolunga per i trenta minuti supplementari, dove il Bayern sciupa la più grande occasione di tutta la partita. Per una volta l’eccessiva generosità di Drogba, impegnato nell’ennesimo ripiegamento difensivo, risulta nocivo e quasi compromettente, quando in area di rigore sgambetta ingenuamente Ribery. Proenca decreta il tiro dagli undici metri e Robben, approfittando dell’assenza del francese, infortunato a bordo campo proprio in seguito all’azione del rigore, s’incarica della trasformazione. Stavolta l’olandese è meno fortunato di Madrid, quando ha rischiato seriamente di farsi parare il tiro da Casillas; l’olandese stavolta sui fa neutralizzare la conclusione da Cech, protesosi in tuffo alla sua sinistra ed abbrancando il pallone, ormai innocuo.

Dopo il grande spavento per il Chelsea, segue solo una buona occasione per il Bayern con Olic, nel frattempo subentrato a Ribery, ma lo spettro dei rigori si faceva sempre più vivo fino al fischio di Proenca che affida i destini di Chelsea e Bayern al dischetto del rigore, sul quale si presentano segnando Lahm, Gomez e Neuer, mentre per il Chelsea Cole, David Luiz, Lampard, ed infine Drogba grazie al quale il Chelsea, ed in generale Londra, può alzare la sua prima Champions League.

La prima Champions per Di Matteo che a Febbraio non aveva nemmeno una panchina. Un allenatore senza squadra ad inizio anno che a metà Maggio alza al cielo di Monaco la “coppa dalle grandi orecchie”, sogno proibito a Londra anche per allenatori dal palmares immacolato come Mourinho ed Ancelotti. Grant sfiorò quel sogno, nel 2008, infranto a Mosca con lo scivolone di Terry dal dischetto, Di Matteo invece quel sogno l’ha tramutato in realtà, ma paradossalmente quanto ottenuto adesso non gli basterà per continuare a sedere sulle panchina di Stamford Bridge.  Ma forse, in questo momento, non gli interesserà granchè.

Per il Bayern il brusco risveglio dal sogno, accarezzato forse troppo a lungo ben prima di scendere in campo, dando per scontata la vittoria solo per il fatto di giocare in casa. Il palo di Schweinsteiger ha riportato tutti sulla terra e non sarà stato bello vedendo Terry alzare la coppa in casa propria. Anche questo è il bello (e forse il brutto) del calcio, ma onore al merito al Chelsea che in questa finale non ha rubato nulla. Ed ora, giù il sipario, la musichetta la riascolteremo a Settembre.

LE PAGELLE
BAYERN MONACO
Neuer 7;   Contento 6;  Boateng 5,5;  Tymoshuk 6;  Lahm 6,5;  Schweinsteiger 6;  Kroos 5,5;  Robben 5;  Muller 6,5;  Ribery 6,5;  Gomez 6;  Van Buyten 6;  Olic 5,5;   Heynckes 6,5

CHELSEA
Cech 8;  Bosingwa 6;  David Luiz 7;  Cahill 6,5,  Cole 5;  Mata 5;  Mikel 6; Lampard 7,5;  Bertrand 6;  Kalou 6; Drogba 6,5;  Torres 6;  Malouda 6;  Di Matteo 8

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