shinystat spazio napoli calcio news Da Yanina Screpante a Miska Gargano: le polemiche contro i napoletani non smettono di sorprendere

Da Yanina Screpante a Miska Gargano: le polemiche contro i napoletani non smettono di sorprendere

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Da Yanina Screpante fino ad arrivare a Miska Gargano sembra ormai che ci sia una vera e propria moda delle compagne dei calciatori azzurri di attaccare il tifo napoletano. A far notizia infatti, dopo le ormai famose dichiarazioni di Yanina “Napoli ciudad de mierda”, in seguito al borseggio di cui era stata vittima, ci pensa la moglie di Walter Gargano, nonché sorella di Marek Hamsik, a far parlare di sé. Tutto nasce dalla sostituzione, nel corso di Napoli- Atalanta, di Gargano: Walter esce dal campo accompagnato dai fischi dei tifosi che, fino a quel momento, avevano comunque sorretto la squadra nonostante la brutta prestazione che stava offrendo. Fischi ingenerosi, forse, solo per Gargano, ma da attribuire a tutti i calciatori in campo. Miska, però, non ha aspettato molto per pubblicare sul social network Twitter, parole poco gentili verso i tifosi che fischiavano il compagno:  “Fischiate molto bene!!! Non lo dico per mio marito, io parlo da tifosa e non da moglie di un calciatore. Sicuramente non meritavano gli applausi, ma a me sembra brutto (fischiarli, ndr)” e ha poi continuato: In quanto tempo la gente dimentica quanto ha fatto quest’anno! Che delusione”. Uno sfogo chiaramente legato a motivi sentimentali, quello della signora Gargano che, però, ha lasciato l’amaro in bocca a quei tifosi che, non solo amareggiati per la sconfitta della loro squadra, si sono visti attaccare ancora una volta. Tra risposte e battibecchi, quindi, sono le donne azzurre ad alzare un polverone quantomai inutile in un periodo come questo. Quello che si dovrebbe ricordare, da parte di tifosi, calciatori e compagne dei suddetti, è che il calcio resta uno sport professionistico in cui i calciatori sono pagati profumatamente per le loro prestazioni in campo e che, ancora una volta è da sottolineare, sono proprio i tifosi, con il loro calore e la loro presenza costante, a garantire il lavoro e il successo di questi calciatori. Rispetto quindi, dovrebbe esserci da entrambe le parti. Occorrerebbe comprendere che uno sfogo personale, lecito a chiunque, può generare questo tipo di reazione in una piazza importante come Napoli. Del resto, come Lavezzi insegna dopo le sue dichiarazioni a Sportweek di tempo fa, anche esser personaggi pubblici ha i suoi svantaggi. Il prezzo della gloria, del successo e della popolarità, a volte, può esser caro da pagare.

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