Italo Cucci: “Si è rivisto Maradona”

Gli hanno chiesto, nei giorni dell’iperbole da Champions, se si sentiva il nuovo Maradona del Napoli e lui, sincero nella modestia dei grandi, ha solo detto: no, io sono Lavezzi. Sono anni, ormai, che canto le sue virtù di pedatore istintivo, dotato di una fantasia che giustamente fa ricordare i grandi Piedi Buoni del passato, ma nel tempo – pur cercando protagonisti “storici” cui accostarlo – mi sono convinto della sua genuina originalità. Nessun altro mi ha fatto vedere di possedere la forza e l’abnegazione di un gregario e insieme la classe e i piedi divini di un campione. Il Pocho napoletano ad honorem, uno che non fa mai caso alle sirene del mercato, che sembra neanche leggere le paginate che gli si dedicano sempre immaginando che sia pronto ad esportare le sue virtù in un “grande club”, come se il Napoli fosse ancora in attesa di ricevere i titoli e le medaglie che merita. Mi hanno criticato – al Nord – per avere detto che meriterebbe anche lo scudetto, ma non vado per iperboli, prendo semplicemente nota che il calcio di Mazzarri è superiore per organizzazione e intensità a quello delle altre grandi. Ce ne sarebbero solo due di Divine, il Milan e la Juve: dispiace dire che dopo la cialtronata di sabato sera, una partitissima guastata da errori arbitrali e volgarità ambientali, il calcio italiano meriterebbe di vedere lo scudetto e i posti in Champions disputati dal Napoli insieme all’Udinese e alla Lazio, tre club che onorano il gioco e gli uomini, ognuno con le sue caratteristiche: Mazzarri con il suo caratteraccio dal quale ricava istintive e inedite capacità operative, Guidolin il taciturno con la sua devozione allo studio e al lavoro, e Edy Reja, il vecchio condottiero pieno d’orgoglio che affronta i capricci dei presidenti e si dedica solo alla cura degli uomini che gli si affidano, siano essi campioni o modesti gregari. Questo inedito trio di squadre virtuose meriterebbe un prolungato applauso e un arrivo a maggio in grande stile, magari per tentare di mandare in crisi le due Signore ( si fa per dire) scadute a infimi livelli di volgarità nella partita che tutto il mondo ha visto ricavando un’ulteriore mala idea della povera Italia. Sembrava, dopo il primo tempo, che il Napoli e Mazzarri volessero risparmiare all’Inter la settima umiliazione: pur giocando con brio e passione gli azzurri sembravano frenati, fino a quando Lavezzi, dopo alcuni tentativi forse poco convinti, ha cercato, voluto e segnato il gol di una vittoria che rilancia la squadra al vertice. A questo punto, un Napoli capace di tutto. Un Napoli che, come ai bei tempi, ha ritrovato umiltà, grinta e solidità. Bravi tutti, bravissimo Dzemaili. Si pensava che i rincalzi fossero di qualità medio-bassa. Balle, sono tutti titolari intorno a Titolarissimi.

Fonte: ilroma.net

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