Caro Napoli, a Siena giocherai “la partita della vita”

napoli 2011-2012
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E’ tempo di scendere in campo per dare un senso importante a questa stagione e tingere d’azzurro una fetta d’Europa anche il prossimo anno.

Ne sono consapevoli la squadra, il tecnico, la società.

Ne sono ancor più consapevoli i tifosi che vedono nella trasferta di Siena il vero “viaggio senza scopo di lucro” di quest’annata. A Londra si, ci saranno, ma con uno spirito compleatamente diverso, in veste di “turisti-tifosi” la maggior parte di loro, per assistere ad una partita che avrà tutt’altro sapore e valore rispetto a quella che si disputerà tra qualche ora.
Quelli che saranno presenti a Siena fanno sul serio, comprendono l’importanza di questa gara e non vogliono far mancare il supporto agli azzurri. Neanche il clima glaciale gela la passione che li lega alla loro squadra. Non gli resta altro da fare che prendere amaramente oscienza di quella che è la situazione attuale e reale in cui imperversa la squadra. Così stonata e controversa rispetto ai sontuosi scenari che sognavano di cavalcare al seguito degli azzurri all’inizio di questo anno calcistico . Auspicavano di essere chiamati a dare il loro determinante contributo in ben altri stadi per combattere tutt’altre battaglie.

Ormai il Napoli è alla resa dei conti, è chiamato a giocare una partita che deciderà le sorti dell’intera stagione.
Una vittoria o una disfatta hanno lo stesso valore.
L’uno o l’altro finale stabilirà se la bilancia pende verso la voce: “annata tutto sommato positiva” oppure verso quella più scomoda e difficile da giustificare e, ancor più, da metabolizzare: “annata da dimenticare.”

E’ risaputo che, spesso, la storia, il destino o chi per loro, sono in grado di dipingere scenari che vanno ben oltre la fantasia e conducono verso realtà inaspettate con le quali non si era pronti a confrontarsi. 
Questo è quanto accade nella vita,  figuriamoci se al calcio possa essere riservata una migliore e diversa sorte.

Non c’è tempo per i rimpianti, non c’è spazio per i “ma” e i “se” intrisi di rammarico e delusione, con il senno di poi, nella vita come nel calcio, siamo tutti specialisti del sapere, capaci di prescrivere la ricetta più efficace per sradicare la causa di quel male, di cui, poco prima non si avvertiva il minimo sospetto, nè se ne ravvisava alcun sentore.

La squadra deve ritrovare quella grinta capace di animarne l’impeto nel corso di tante e tante partite, appartenenti a un passato recente eppure apparentemente lontano dalla realtà che attualmente siamo chiamati a vivere e commentare e con la quale, troppe volte, ci si è confrontati nel corso di questa stagione.
Piuttosto, è doveroso e necessario, prendere atto di quanto la stessa storia recente ha evidenziato e fare tesoro dell’insegnamento, doveroso, da trarre dalle molteplici ultime disfatte: non basta che “il Napoli in quanto tale” scenda in campo per conseguire la vittoria, a calpestare il terreno di gioco, deve essere una squadra con “la mentalità da Napoli.
Non basta un nome, sulla carta favorito dai bookmakers, non basta un passato maggiormente glorioso rispetto a quello della compagine che si va ad osteggiare, non basta quell’atteggiamento lezioso e spavaldo che spesso induce a pensare che si possono prendere le redini in mano della partita in qualsiasi momento e cambiarne le sorti.
Non è così, non più almeno.
Per vincere è necessario ritrovare quell’umiltà mista ad orgoglio che da sola si, basta ad animare lo spirito della squadra e a guidarla verso imprese significative.

Nel calcio, così come nella vita, le partite si vincono solo se si lotta con tenacia e determinazione.
E’ necessario che il Napoli sappia tramutare in fatti i buoni propositi e le belle parole con le quali i suoi protagonisti hanno riempito giornali ed aspettative, perchè stasera il Napoli è chiamato a disputare la più ardua e insidiosa delle gare: “la partita della vita.”

Luciana Esposito

 

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