Il Punto: la rabbia travolgente di chi non accetta critiche eccessive

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando si stuzzica l’ambiente con arringhe spropositate e fin troppo spietate, bisogna aspettarsi reazioni altrettanto smisurate. Mettici poi che l’assenza dell’uomo migliore della squadra getta nello sconforto e delinea scenari a dir poco apocalittici, ed ecco che la squadra risponde con la rabbia del leone ferito che deve lottare per sopravvivere, ruggisce per allontanare iene ed avvoltoi pronti a consumare il “pasto nudo“. Ma nudo non lo è mai stato questo Napoli, ed il primo ad averne cura è stato proprio quel Matador di cui si era detto troppe volte seduto sugli allori, in attesa di un passaggio illuminante che tarda ad arrivare. Cavani ha il gol stampato nel suo DNA, probabilmente arriveranno periodi sterili, momenti di stanca che lo allontaneranno dalla porta, ma resterà un fenomenale atleta, ma sopratutto un felino indomabile, ed è molto probabile che l’assenza di Lavezzi abbia accentutato quel senso di responsabilità tipico di chi si sente sulle spalle il peso delle sorti della squadra. Precisione nel primo gol, classe sopraffina nel secondo, giocate e gol sbagliati con disperazione annessa, a testimoniare quanto ci tenga a buttarla dentro finchè si può. Standing ovation anche per un altro leader cui non ci stancheremo mai di difendere, anche quando i soliti soloni ritornerano alla carica col dire che è troppo discontinuo; che non se ne curi di queste definizioni Marek Hamsik, assoluto padrone del centrocampo azzurro, completo in ogni casella della propria scheda tecnica, giocatore in grado di dettare i tempi, di consentire il giro palla in modo continuo e rapido, alterna la fase di gestione palla agli inserimenti che devastano la difesa genoana; cosa gli si può chiedere di più? Altro plauso va a Pandev, finalmente l’uomo della consacrazione defnitiva a “giocatore da identikit“, sembra aver risposto all’annuncio “cercasi valida alternativa in attacco“, lo trovi ovunque e lui reagisce in maniera appropriata ogni volta, difficilmente eccede in preziosismi, e quando lo fa è certo di riuscirci, fornisce assisti, idee sulla trequarti paragonabili a quelle del “pocho“, spesso si veste da Hamsik e prova ad inserirsi con successo (il suo gol somiglia a quello di Marek contro il Milan due anni fa); e dire che era sofferente ad un dito del piede… Zuniga sulla sinistra sembra un fulmine, Mesto, che cerca di arginarlo, ne esce devastato, è l’uomo che sorprende la difesa, è colui del quale Mazzarri potrà servirsene quando bisognerà affondare; stasera non ha l’ausilio del suo partner preferito, Lavezzi, ma trova in Hamsik il degno sostituto, ed alla fine corona una magnifica prestazione con un gol capolavoro. Gigante anche Gargano, almeno nella prestazione, mastino feroce, accalappia palle, inventa geometrie, sovrasta gli avversari anche di testa. Anche lui mette la ciliegina sulla torta con un eurogol, esce tra l’ovazione di un pubblico finalmente soddisfatto di ciò che ha dimostrato. Per concludere il quadro vangoghiano di assoluto valore, ottime le prestazioni di Inler, finalmente sicuro e puntuale, della difesa, ultimamente sotto accusa, con il trio Campagnaro-Cannavaro-Aronica su ottimi livelli (annullati prima Caracciolo e poi Jankovic). C’è da dire che il Genoa di stasera è stato imbarazzante, innanzitutto in fase di contenimento, nella gestione dei movimenti difensivi, dove diverse volte è stata fallita la trappola del fuorigioco, ma sopratutto è sembrata sulle gambe e prigioniera di una paura incomprensibile, forse causata dalla partenza sprint degli azzurri (3 gol in 24 minuti). E’ arrivata puntuale la replica degli azzurri, a coloro che avevano già dimenticato il cammino di questo splendido 2011, coronato da splendide soddisfazioni che questi ragazzi hanno dato alla città ed ai milioni di tifosi sparsi nel mondo. Ora tocca al pubblico compiere un passo fondamentale verso la ricerca di una maturazione che ha come tassello principale una maggiore disciplina della critica. Basterebbe accettare il fatto che questi ragazzi stanno compiendo un percorso di pari passo alle ambizioni della società, orientata ad affrontare le varie competizioni con lo spirito del “vivere alla giornata“, contestualizzando l’aspetto prioritario che è quello della crescita dei giovani “gioielli” oramai patrimonio azzurro. Se tutti insieme riuscissimo a compiere questo passaggio importante, si vedrebbero di certo orizzonti più rosei per il progetto del Napoli, fatto di obiettivi primari e non certo solamente di apparizioni sporadiche sui grandi palcoscenici. Lo dimostra la prestazione di ieri sera, dove il caratere di questo gruppo è venuto fuori, dove la mentalità del proprio allenatore è stata trasformata in pratica sul campo con un risultato tennistico, a testimonianza che era forte la volontà di dare un segnale “colorito” ad alcuni contestatori fin troppo ingenerosi. Un Grazie a questi undici indomabili leoni che hanno regalato spettacolo e grande calcio nell’ultima giornata di questo 2011. Grazie ragazzi e Auguri di Buon Natale da tutta la redazione di Spazionapoli.it, con l’augurio che il Vostro cammino sia inarrestabile e che i Vostri risultati aiutino la riabilitazione della nostra immagine e della nostra città nel panorama europeo. Ci vediamo nel 2012 !

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