Il Mattino: Hamsik vuole far gioire il San Paolo

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Lui sa come si fa. Ha già battuto la Juventus, ha già segnato alla Vecchia  Signora. Forse per questo attende più degli altri questa sfida, forse anche per  tale ragione ha rimandato il ritorno al gol nelle ultime partite. Marek Hamsik e  la Juventus sembrano avere un conto sempre aperto, un «rid bancario» in cui sono  i bianconeri a incassare gol e il talento slovacco a beneficiarne. Cinque le  reti sin qui segnate alla squadra bianconera, cinque sui 43 acuti in serie A  dello slovacco. Tutti decisivi, tutti importanti, da ricordare ed evocare. Il  primo fu il gol del momentaneo pareggio di tre anni fa (19 ottobre del 2008):  Juve avanti con Amauri, pari azzurro con il colpo di testa vincente di Hamsik,  su assist del Pocho, che avrebbe poi risolto la partita a favore del Napoli.  Indimenticabili quelli di due campionati orsono: prima la storica doppietta a  Torino il 31 ottobre del 2009, nella gara già consegnata alla storia. Bianconeri  avanti per 2-0, rimonta e vittoria per 3-2 firmate dai due splendidi gol dello  slovacco. Sul secondo è scolpita nella mente di ogni tifoso anche la corsa folle  di Marek verso le tribune, con tanto di imprecazioni in slovacco. Infine la rete  del temporaneo pareggio anche nella gara del 25 marzo del 2010 al San Paolo.  Ancora di testa, su cross dell’allora azzurro Quagliarella: pari e patta dopo il  vantaggio di Chiellini, 1-1 propedeutico al 3-1 finale. Hamsik esultò in modo  eloquente, mimando una “spolverata” decisa della propria maglietta. Un modo per  ripulirsi idealmente dalle malelingue, dalla sfortuna, avendo appena sbagliato  un calcio di rigore.
Servirebbe un’esultanza del genere questa sera:  Marekiaro non segna da 58 giorni e 9 partite, dal sigillo a San Siro contro  l’Inter. Troppi per un centrocampista atipico che sin qui ha messo la firma su  50 reti in maglia azzurra, troppi anche rispetto alle stagioni passate. Un anno  fa, di questi tempi, Hamsik era già a quota 7 gol, dei quali 6 in campionato.  Digiuni così lunghi sono ascrivibili solo alla prima esperienza in azzurro: 64  giorni tra il gol in Roma-Napoli 4-4 e quello in Napoli-Torino 1-1 di fine 2007,  62 giorni tra la firma sul tabellino di Cagliari-Napoli 2-1 e quella in  Napoli-Palermo 1-0 dei primi mesi del 2008. In più c’è da rompere il ghiaccio in  campionato al San Paolo: sin qui 2 gol in campionato, a Cesena e a Milano, con  l’acuto tra le mura amiche firmato nel match di Champions con il Villarreal.  Occorre dunque bagnare Fuorigrotta in campionato: i tifosi attendono la corsa di  Marek sotto le tribune, con tanto di aggiustatina alla cresta. In realtà ci  sarebbe da festeggiare anche l’imminente firma sul rinnovo del contratto con il  Napoli sino al 2016. Fermi tutti, però. Hamsik ha già in mente l’esultanza: il  gesto della culla per dedicare l’eventuale gol alla moglie Martina, in attesa  del secondogenito.

Fonte: Il Mattino

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