Il punto: una sterzata dal sapore di svolta

 

 

 

 

 

 

Avanti di cuore. “With heart” come direbbero i citizens che però possono soltanto tradurlo. Loro la vittoria col cuore l’hanno subita da un coriaceo gruppo di famelici “boys” affamati di rivalsa e nutriti da una voglia matta di fare urlare di gioia la gente. E cosi è stato. Un pò con i mezzi di sempre, e cioè lasciando il possesso palla agli avversari, sfruttando al massimo le ripartenze, facendosi schiacciare fino ai quindici metri per poi ripartire a razzo per intimorire e gettare lo scompiglio tra gli strapagati campioni del Manchester. Finalmente il matador a segno, due gol e grinta che fa da apripista al rendimento dei compagni più timidi, vedi Dossena, autore di un’ottima gara, di Inler, a fasi alterne ancora in letargo, per quel che lo si conosce, lo stesso Hamsik che viene fuori alla distanza e risulta determinante nella ripresa. Ma come spesso capita utlimamente l’uomo in più è sempre lui, pocho “sprecone” Lavezzi, il campione che non sa fare gol ma che pone le basi per rendere la vita difficile ad una difesa, fino a farla precipitare nella confusione pur di fermarlo. E’ così che il Napoli ha potuto viver di rendita, dopo aver messo in cascina il secondo gol, quello del vantaggio, che ha costretto il City a sbilanciarsi fino a concedere più volte la palla del 3-1 non sfruttata a dovere dagli avanti azzurri. Ed è forse l’unica pecca di una serata stellare, quella di non riuscire ad “ammazzare” la gara, quel pizzico di cinismo che i grandi teams sanno sfruttare. Ad ogni modo Ezequiel resta “croce e delizia” di questo gruppo, quando è in vena può dare alla squadra quella imprevedibilità che rende il Napoli capace di battere chiunque, anche la squadra leader della “Baryclas Premier League”, colei che ha battuto i cugini dello United 6-0, colei che ha battuto il Newcastle, imbattuto da 9 turni, la squadra da 200 milioni di Sterline. Ennesima riprova che questi ragazzi hanno un grande spirito agonistico nelle sfide che contano, pagano invece la sazietà post-grandi eventi, fornendo prove scialbe, senza mordente. Stasera la “Mazzarri band” ha però dimostrato una gestione nervosa invidiabile, ecco perchè contiamo in una evoluzione caratteriale di questi ragazzi in grado di fare sognare una città intera. Godiamoci la festa e gridiamo ” City go home” agli inglesi, con un piede fuori, considerando la sfida decisiva al “Madrigal” contro un Villareal spento e senza velleità alcuna. Ma c’è un campionato da cui riscattarsi, bisogna mettere un freno allo sperpero di punti, poichè sono maturati i tempi di imporsi anche in patria e rendere la squadra mentalmente votata alla completa dedizione alla vittoria, tanto per cominciare a prenderci l’abitudine, senza mostrare i fianchi all’avversario, chiunque esso sia, per forgiare definitivamente lo spirito vincente. Il risultato di stasera potrebbe aver marchiato a fuoco sulla pelle azzurra i caratteri della squadra da battere, attarverso una leadership a cui potrebbero puntare una volta acquisiti tali connotati, perchè si sa,  a volte, le grandi vittorie servono più per essere lungimiranti, che in termini di risultato fine a se stesso. Niente passi falsi da ora fino a Dicembre, quando il Napoli saprà se è divenuto davvero grande, passando per l’androne che porta alla scala d’elitè del calcio mondiale, dove siederanno le regine d’Europa, dove tutti hanno sognato di essere un giorno, per sperare magari di vincere contro una grande squadra, magari il Real, il Barcellona, lo United…. il City lo abbiamo già castigato.

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