Il punto: quando contenere è sinonimo di maturità


Ben fatto Napoli. Bravi ragazzi. Forse è ciò che è passato per la mente a quei tifosi più coscenziosi e coi piedi ben saldi per terra. Si, perchè il Bayern degli ultimi tempi fa davvero paura, appunto per questo ci piace riportare il seguente ruolino di marcia dei bavaresi da due mesi a questa parte :

Bayern Monaco Gladbach 0 1
Wolfsburg Bayern Monaco 0 1
Bayern Monaco Amburgo 5 0
K. Lautern Bayern Monaco 0 3
Bayern Monaco Friburgo 7 0
Schalke 04 Bayern Monaco 0 2
Bayern Monaco Leverkusen 3 0
Hoffenheim Bayern Monaco 0 0
Bayern Monaco Herta 4 0

 

In pratica, non sbaglia un colpo dalla prima giornata: 24 gol fatti, 1 subito. E questo è già motivo d’orgoglio per Mazzarri e company, i quali hanno interpretato il ruolo consono da antagonista, seppur rischiando di diventare anche cinica quantomai. La chiave tattica è da leggere nel possesso palla dei bavaresi, padroni dell’impostazione di gioco e abili interpreti di fitte reti di passaggi spesso ubriacanti ed ipnotizzanti, tanto da far perdere il lume della ragione a Gargano ed Inler, autori di alcuni strafalcioni, al punto da indurre quasi la dirigenza a chiedere di inviarli qualche mese agli allenamenti dei tedeschi. Poco male, il Napoli ha altro da mostrare, cuore e grinta che danno spinta e arroganza, tali da consentire di raggiungere il pari dopo uno scellerato inizio gara che ha quasi fatto pensare al tracollo; l’uomo della provvidenza, ovvero Sir Christian Maggio, colui che si inchina alla platea dopo un gol, ma è la platea che stasera dovrebbe inchinarsi, poichè incontrastato miglior uomo del Napoli, a lui si deve la pericolosità, l’estro e la spinta da classica “spina nel fianco” dei tedeschi, ma anche la congestione sull’asse di Ribery, cosa gradita a Mazzarri, visto che era considerato uno dei problemi da risolvere durante la gara; ci si chiede come ancora si possa mettere in dubbio la sua presenza in nazionale, seppure lo schema prandelliano non gli si confà. Altro plauso va al portierone De Sanctis, il quale sventa un rigore e dà la giusta strigliata in un momento in cui la retroguardia sembrava già sotto la doccia. E’ uomo immagine Morgan, l’uomo di cui questa squadra ha bisogno, poichè saggio e perpetuante nelle sue prestazioni. Sorride anche la corsia di sinistra, con l’ottima prova di Zuniga, il quale ha acquistato fiducia nei propri mezzi e capacità di saltare l’uomo e rendersi pericoloso; risulterà utilissimo quando al flangiflutti Dossena si vorrà alternare freschezza e dribbling per mettere in ginocchio gli avversari di turno.  Note dolenti da segnalare nuovamente sono la preoccupante catalessi di Cavani, sfiancato e sulle gambe, poco reattivo e stranamente distratto quando ancora la palla sembra giocabile; speriamo sia solo un momento, non vorremo avvalorare la tesi di chi dice che la nazionale gli abbia fatto male ( De Laurentiis ndr). Lavezzi ha ancora una volta dato prova di pericolosità ed imprevedibilità, ma sembra oramai troppo tempo che non va a gonfiare la rete avversaria, e comunque per un attaccante è deletereo non fare gol, nonostante il Pocho sia uno “anemico” in fatto di finalizzazione. Hamsik ha sofferto la fisicità del centrocampo del Bayern, con Schweinsteiger e Tymoshchuk ad azionare la spia d’allarme, ciò nonostante non diremo di un Marek in ombra, ma bensì propenso al sacrificio, a quel lavoro oscuro che spesso gli viene attribuito come discontinuità e poca presenza in campo, ma Hamsik è anche questo, consapevolezza e necessità di averlo in rosa, grazie a Dio. Mister Mazzarri ha interpretato la gara con saggia tranquillità, dosata bene durante le fasi salienti del match, specie quando il Bayern, sornione, ha rischiato di vincere la gara con la cinica attività di Muller e Kroos, che hanno innescato Ribery e Gomez e, nel finale, uno sprecone Schweinsteiger . Ha retto bene anche la voglia di strafare, pericolosa nemica in serate come questa. Ha accettato il pari consapevole che si trattasse di un punto guadagnato e non due punti persi e ha giustamente considerato che, al giro di boa, i suoi ragazzi si trovano in una posizione privilegiata,dovendo affrontare la proibitiva trasferta all’Allianz Arena contro i tedeschi tra due settimane, con la postilla di una sorpresa magari, ma anche di un probabile scivolone, e le gara contro il City di Mancini in casa ( forse gara-verità) ed infine la trasferta dell’ormai tagliato fuori Villareal di Pepito Rossi: gare da cui si potrebbero attingere dai 4 ai 6 punti, utili per una clamorosa qualificazione ad uno storico ottavo di finale. Se così non fosse, non sarebbe un dramma scendere in Europa League come migliore terza, sarebbe pur sempre scritto nella storia di questa stagione che il Napoli ha fatto tremare le grandi d’Europa nel girone “della morte”. Ed ora riprendiamoci le posizioni che ci spettano in campionato ed andiamo a bruciar carbone per consentire alla locomotiva azzurra di sfrecciare tra le prime della classe, poichè l’andamento del campionato italiano è a rilento, e sembra fatto apposta per chi, come il Napoli, ha impegni europei da rispettare, ed il passo non può essere veloce come lo si vorrebbe: quest’anno la Serie A sembra tagliata per le sorti azzurre.

 

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