La legge del Pocho

La legge del Pocho

Nella Napoli pallonara, è cosa risaputa, l'esaltazione e la depressione sono due stati d'animo che spesso si danno il cambio in un lampo. Dopo la figuraccia del Bentegodi, infatti, la prevendita per l'incontro di domani sera contro la Fiorentina si è quasi fermata.

La delusione è forte ed è attribuibile più alla prestazione che alla sconfitta in sé: la banda di Walter Mazzarri è stata battuta da una squadretta che, soprattutto nel primo tempo, non ha mai impensierito Morgan De Sanctis.

Ma un antitodo immediato al dispiacere causato da Moscardelli esiste: si chiama Ezequiel Ivan Lavezzi.

Senza il folletto argentino è difficile vincere, senza quella dose di genio e sregolatezza scardinare le difese avversarie diventa molto più faticoso e anche il re del goal, Edinson Cavani, senza il numero 22 azzurro si sente molto meno forte.

Contro la compagine di Sinisa Mihajlovic il Pocho , che quando vede il viola riesce spesso a centrare anche la porta, ritornerà in campo riposato e tirato a lucido per riportare il Napoli alla vittoria.

Senza Lavezzi la manovra in attacco diventa prevedibile. Senza Lavezzi il letale contropiede azzurro perde il suo miglior interprete. Senza Lavezzi l'intera squadra perde fiducia perchè è consapevole di essere meno forte.

La “legge del Pocho” è proprio questa: quando c'è lui in campo il Napoli, vincente o perdente, gioca alla grande e sciorina ottime prestazioni: è un dato di fatto constatato a Cesena, a Manchester e contro il Milan (anche se a mezzo servizio).

Domani gli azzurri disputeranno un match molto delicato e per nulla semplice, ma Mazzarri e i sostenitori partenopei si sentono più tranquilli: c'è di nuovo la legge del Pocho pronta ad abbattersi sul San Paolo.

 

Marco Soffitto

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