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Anche sugli spalti mentalità “da Champions”

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Biglietti alla mano, check in aperto, destinazione Manchester, luogo da qui parte il nostro viaggio dei Campioni, quantomai intrinseco di incroci da dream team, casa dello storico United, con la bacheca zeppa di trofei, ed oggi camera con vista del City degli sceicchi ultramiliardari, costruttori di squadre imbattibili e di sogni proibiti. Il Napoli ed i napoletani sbarcheranno in UK per tastare il polso alle proprie ambizioni, ma saremo anche sotto i riflettori europei per quanto riguarda l’ordine pubblico, croce e delizia di una tifoseria fin troppo legata ai propri colori, spesso in maniera eccessiva, confondendo il tifo con vandalismi inutili e scene pietose di ignoranza arcaica, figlia di un retaggio del passato che ha “aiutato” orde” di benpensanti ad etichettare il popolo azzurro intero con spiacevoli aggettivi , terminando spesso le affermazioni parafrasando alla fine il concetto de “i soliti napoletani”. Giammai fosse una questione di fede calcistica, ci si è chiesti spesso cosa c’entrino l’amore e la passione per gli azzurri con furti, danni a mezzi ed opere pubbliche, pestaggi ed oltraggi inconcepibili. Andare in Champions non è solo una questione calcistica, qui ci si gioca la credibilità di un popolo anche in termini socio-culturali, un occasione più unica che rara per rilanciare l’immagine della nosta città ultimamente martoriata dalla piaga della spazzatura, ultima stazione di una via crucis cominciata con la criminalità organizzata ed altri spiacevoli problematiche di cui non è certo questo il luogo adatto per parlarne. Dimostriamo di essere usciti dal tunnel psico-culturale che ci ha attanagliato fino ad oggi, dimostriamo a noi stessi di meritare un palcoscenico come quello che ci si propina, saltiamo a piè pari al di là di un modo di essere che non c’appartiene e che mai più c’apparterrà, perchè siamo ancora un popolo a cui piace amare e sognare appassionandosi, anche ad un’avvenimento come una partita di calcio, che per molti ha un significato che va al di là di un evento sportivo. L’appello va a chi ci rappresenta sugli spalti europei, per coloro che gettano la fede oltre l’ostacolo ed affrontano chilometri pur di essere lì presenti, attivi , rumorosi ma rispettosi degli avversari e dei luoghi che li rappresentano, perchè ad ognuno di noi non piacerebbe vedersi arrivare in casa un ospite che sputa e calpesta le proprie immagini ed imbratta la dignità propria . Amici, fratelli di una fede, portatori sani di passione azzurra, siate anche voi “da Champions” !

Sergio Cecere

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