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Nel mondo di “Saha”


Tutti possiamo risorgere da un periodo no, carattere e determinazione la fanno da padrone, esse sono le prerogative di calciatore professionista, sono le caratteristiche che oltre al talento naturale che fanno di un uomo un calciatore. A 32 anni servire un poker d’assi per la propria squadra, lasciandosi alle spalle un finale di 2010 non al dir poco esaltante: in 14 partite,  due goal. Stiamo parlando di Louis Saha, parigino classe ’78, attaccante in forza all’Everton, sponda blu di Liverpool. Inizia i suoi primi passi nel campionato francese, nel Metz, dove in tre anni tra campionato e coppa di Francia, colleziona 65 presenze e 17 reti. Mancino dotato di una rapidità eccezionale, molto abile ad inserirsi ed innescare i contropiedi delle proprie squadre, ma la capacità di centrare l’obbiettivo è minore rispetto alle sua capacità di velocista. Giocatore longilineo (183cm x 72 Kg) soffre di una scarsa resistenza fisica che lo rende soggetto a lunghi periodi di stop, a causa di infortuni muscolari. Proprio per questo motivo, nel 2008, non fu più acquistato dalla Roma di Spalletti, al suo posto fu preferito Julio Baptista. Ripercorrendo, nuovamente, le tappe della sua carriera, la svolta giunse nella stagione 2000-2001, quando fu acquistato dal Fulham. Con 27 reti conquistò il titolo di capocannoniere della Serie B Inglese e fu decisivo nella vittoria del Campionato, che portò il Fulham in massima serie. Con la squadra londinese rimase fino al 2004, anno in cui approdò alla corte di Sir. Alex Ferguson, per quasi tredici milioni di sterline. Il debutto degno di un fuoriclasse perchè fu sigillato da un chirurgico gol supunizione  contro il Southampton. Ma i diversi problemi fisici non consentirono la sua esposizione definitiva, rilegando il parigino a ruolo di gregario o riserva di lusso. Con il Manchester vinse due campionati ed una Champion’s League nel 2007-2008, mentre individuale mise a segno 42 reti in 124 presente totali.

Gli anni di Manchester, fatti di alti e bassi, furono dopo tutto decisivi per la sua carriera perché lo portarono nel giro della nazionale francese, ed in particolare rientrò tra i 23 convocati nel mondiale di Germania, dove collezionò due presenze, (ai Quarti contro il Brasile ed in Semifinale contro il Portogallo) dove  subentrò per pochi minuti per Thierry Henry. Nel 2008, dopo il successo in Champion’s League, firma un contratto a “condizione” con l’Everton, ovvero si aggrega alla squadra per riprendere la sua forma fisica e il pagamento delle sue prestazioni veniva fissato in base alle presenze in campo. Con la maglie dell’Everton, nonostante tutto, riuscì a togliersi qualche soddisfazione. Nella finale di FA Cup, nel maggio del 2009,  Saha ha segnato il gol più veloce in finale la storia dopo 25 secondi, finale persa 2-1 contro la versione 1.0 del Chelesa ancelottiano. Il gol messo a segnò infranse due record : il primo quello di Bob Chatt (30 secondi), che durava da quasi 114 anni.; l’altro invece era quello del gol più veloce messo a segno nello stadio di Wembley, battendo il precedente record di Gianpaolo Pazzini, fermo a 31 secondi. Tornando alle cronache recenti, le sorti dell’attaccante francese sembrano rigenerarsi poco prima dell’epifania, il 5 gennaio, segna il primo goal che porta in vantaggio i Toffes, vittoriosi poi sul Tottenham, prossimo euro-avversario del Milan. Nel mese scorso mette a segno due reti importanti in FA Cup, una contro lo Scunthorpe (vinta 1-5 dall’Everton), e l’altra ben più preziosa contro i Blues di Ancelotti, blindando il risultato sull’1-1 e consentendo il Replay della partita. L’inizio di Febbraio, regala la rinascita di un calciatore, che ha fatto del suo continuo “up&down” una caratteristica al quanto insolita. Domenica 5 Febbraio, viene incoronato nuovo re del “Goodison Park”, la sua chioma platinata e sue scarpette arancione, regalano forti emozioni ad una società che non lo ha mai accantonato. Le quattro reti sintetizzano al meglio le sue qualità: i primi due  gol di sinistro nel cuore dell’area di rigore avversaria;  il terzo goal di testa, sfruttando una mischia in seguito ad un calcio d’angolo; il quarto, frutto di magistrale contropiede lanciato da Fellaini, dove il suo scatto (palla al piede per oltre 40 metri) e la sua freddezza, hanno incrementato il suo hattrick.

Strano gioco del destino, la parola Saha nei testi buddisti ha un significato molto profondo, quasi un sorta di predestinazione per Louis : “l’uomo che resiste, l’uomo che tutto sopporta”.

Alessandro D’Auria

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