Troppo razzismo in Serie A: nuova legge per entrare allo stadio

La lotta al razzismo prosegue, anzi, si evolve, questa è l’idea della Lega, che ha in mente un nuovo sistema da adottare.

Il problema del razzismo negli stadi continua a perversare sulla serenità che dovrebbe accompagnare quello che per noi è lo sport più bello del mondo. Anche nello scorso finesettimana, per la precisione a Napoli, gli ultras della Lazio si sono resi protagonisti dei soliti cori di matrice razzista, rivolti vero giocatori e tifosi avversari.

Le autorità, come dichiarato dal Giudice sportivo nella nota riportata nella giornata di ieri, sono al lavoro per identificare i “protagonisti”, o meglio criminali di tali azioni. Un lavoro non semplice, ma che potrebbe essere agevolato nel caso in cui si decidesse di adottare un nuovo sistema, quello proposto dall’AD della Serie A De Siervo.

Una svolta a stelle e strisce?

Nel corso del convengo “Calcio Social Responsibility – strategia 2030”, stando a quanto riportato dal Quotidiano Sportivo, sarebbe emersa la possibilità di incrementare l’efficienza nella localizzazione dei soggetti pericolosi e dannosi all’ambiente sportivo.

Ma entriamo nello specifico: nel 2018, negli USA, le due franchigie di Baseball, New York Yankees e Mets, testarono l’identificazione biometrica sui propri e giocatori e staff.

Un test, o meglio passaggio propedeutico, alla svolta del 2021, quando tale sistema è stato esteso a tutta la tifoseria, permettendo di identificare con certezza totale, qualsiasi elemento violento o di disturbo.

Identificazione biometrica, al vaglio l'ipotesi
Ultras Napoli – LaPresse – spazionapoli.it

Un’idea innovativa, che De Siervo vorrebbe riproporre proprio per la Serie A, nonostante alcune difficoltà insite nel bel paese.

In Italia infatti sorgerebbero due problematiche di non poco conto:

  • Privacy, con le complesse norme che nel nostro paese la regolano
  • Ordine pubblico, che si porta dietro tutti i possibili strascichi che seguono all’avvento di tali novità

Proprio le forze di Polizia, per ciò che concerne l’ultimo punto, avrebbero fatto notare quanto l’attesa per questa ulteriore identificazione, che si aggiungerebbe alle tessere e biglietti nominativi, non potrebbe far altro che aizzare le ire dei tifosi, soprattutto dei gruppi più caldi.

Inoltre, per attuare tale sistema, si costringerebbe agli addetti ai lavori in zona stadio, ad un supplemento di lavoro che diventerebbe quantomeno necessario.

Nonostante ciò, De Siervo pare non essersi lasciato distogliere dal proprio obiettivo, che, appoggiato dai dirigenti della Lega Serie A, resta convinto della fattibilità di tale piano.

Secondo il massimo organo italiano, infatti, le difficoltà di attuazione di tale progetto, tra cui i due punti citati antecedentemente, peserebbero meno dei vantaggi che eventualmente potrebbero essere ottenuti, facendo quindi pendere la bilancia, inevitabilmente a favore di tutto ciò.

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