Napoli-Barcellona, Spalletti: “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso! Dobbiamo portare in campo i desideri della città!”

Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del big match di Europa League tra Napoli e Barcellona. Di seguito tutte le dichiarazioni rilasciate dal tecnico azzurro:

Coraggio e aggressività: è questa la chiave? Può darsi, chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. Si devono prendere delle decisioni, perché gli altri vogliono comandare la partita. Fin da subito dobbiamo far vedere le nostre intenzioni”.

Le condizioni di Lozano, quando torna? E Ospina, è lui il titolare?
Per Lozano, dobbiamo vedere giorno dopo giorno, stiamo lavorando e si sta preparando per avere al meglio la spalla: prima di mandarlo in campo c’è bisogno di altre visite. Ospina lei lo vorrebbe titolare, secondo me non ha visto le partite lei! Ha sempre giocato titolare, oppure per lei deve giocare anche a casa, in allenamento? Quando non ha giocato è perché era infortunato, ma le coppe europee le gioca Meret. Lei deve fare domande corrette quando fa il giornalista!
Proveremo ad essere soldati in un videogioco, ci sarà da fare una battaglia per conquistare la postazione. Dobbiamo farci spazio per poterci inserire, se no ci sparano e crepiamo”.

“Quanto dovrà essere diverso il Napoli da Cagliari per battere il Barcellona? E quali sono i principi ai quali si ispira per tenere al massimo la squadra?
Noi non dobbiamo farci caratterizzare da delle cose che avvengono delle volte, ma dobbiamo fare leva sulle nostre qualità che ci hanno portato a questa competizione e alle prime posizioni in classifica. Sicuramente a Cagliari non siamo stati bravi a prendere per mano la partita e portarla su un binario di leggerezza talentuosa: noi siamo giocatori da palla per terra, non da contatto fisico. E possiamo portare gli avversari sul nostro binario, come abbiamo fatto già col Barcellona, che è comunque una squadra forte anche senza Messi.
I nostri obiettivi sono quelli di avere una squadra che voglia rimanere impressa nelle menti, per quello che è l’atteggiamento in campo, che deve essere l’espressione del desiderio e della volontà dei nostri tifosi”.


Che rotazioni dovevo fare a Cagliari? Nessuna, e domani sarà uguale. Bisogna avere un equilibrio, dobbiamo tener presente le sostituzioni, perché se un calciatore ha saltato tre o quattro partite di fila diventa pericoloso schierarlo subito titolare, soprattutto se si tratta di un infortunio muscolare”.

Alla luce dell’1-1 dell’andata, chi è la favorita? E qual è la lezione che apprendete da Cagliari?
Non c’è una favorita, sicuramente la partita porterà all’eliminazione di una delle due più forti della competizione. Nessuna delle due squadre, sono sicuro, vorrà andare ai supplementari.
La lezione che abbiamo appreso starà nelle cose che metteremo in campo, e faremo capire quanto per noi è importante questa vittoria. È il modo in cui ci comporteremo che lo farà capire. La partita di Cagliari ha fatto capire che c’è stata più lotta di salvezza che di scudetto. Adesso capiremo se queste partite da sogno sono in realtà le partite che aspettiamo sin dal momento che abbiamo avuto il primo pallone da giocare da bambini”.

Spalletti conferenza Napoli Barcellona

Spalletti: “Domani giochiamo un altro Dream Match. Maradona sarà dalla nostra parte”

Decima partita in 51 giorni per il Napoli domani: il rischio di un affaticamento, non muscolare ma psicologico, va contemplato?
Sì, va contemplato, perché è la testa che fa i muscoli forti, i nervi forti. La trasferta di Cagliari di lunedì è arrivata per avere un tempo di recupero più diluito. Poi siamo tornati da Cagliari alle 3 e non alle 2, e anche questo ritardo può voler dire qualcosa. Ma ormai il calcio è questo qui e non dobbiamo avere timore di queste partite ravvicinate.
È ovvio che se hai qualche calciatore in più puoi fare più rotazioni ed è più semplice, ma in questo momento non possiamo permettercelo: sta tutto nella forza volontà dei calciatori di procurarsi questa postura sistemandosela prima di andare incontro ad un evento, perché non c’è tempo per recuperare. In questo calcio così forte, in cui in una partita si può buttare via molto, bisogna essere reattivi, teste solide e pensanti”.

È una nota buona il recupero di Insigne?
Sì, è una nota buona anche che sia recuperato Politano, che non si sia gonfiato il ginocchio di Osimhen e anche che Fabian stia bene dopo l’indurimento. Da Cagliari ne usciamo rafforzati, anche perché il colpo di Di Lorenzo si è scongiurato. Purtroppo, perdiamo Malcuit per minimo due settimane, ma siamo a posto: c’è la possibilità di mettere in campo una squadra forte con sostituzioni che daranno un aiuto. Lorenzo partirà dall’inizio, perché ha quel livello di qualità calcistica per direzionare il risultato di una gara così importante”.

Diego domani da che parte sarà?
Questo è il mio pensiero, ma io ho letto tante cose su di lui, ha sempre scelto dove stare, non aveva problemi a schierarsi.
Io son convinto che domani sera lui verrà dalla nostra parte, e noi non avremo dentro la partita un calciatore di questo livello per rompere gli schemi ma tutti insieme possiamo diventare una squadra degna di Maradona. Lui sarà lì, pronto ad applaudire le bellissime giocate, perché lui era abituato a quelle bellissime giocate che domani sera da spettatore vorrà rivedere e apprezzare”.

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Spalletti: “Osimhen ha un’incazzatura animale. Per noi nulla deve essere impossibile!”

Dopo il gol del pareggio di Cagliari, Osimhen ha dato una scossa ai compagni. Il Napoli deve mettere sempre questo furore positivo in campo?
Sì, lì ha fatto capire di essere in sintonia con la risposta su Maradona. Questo modo di incazzatura animale ce l’aveva Maradona, ce l’ha Osimhen e c’è bisogno che l’abbia qualcun’altro. È una caratteristica di Victor, una qualità super che non hanno tutti, come quegli strappi di cui si parla, lui con quelli ti prende tanti metri perché gli altri non vanno forte come lui. Dobbiamo far sì che la squadra sia compatta e corta per aiutarlo”.

Il Napoli è in ottima posizione in campionato, si sta giocando gli ottavi di Europa League eppure il pareggio di Cagliari ha fatto sì che l’ambiente sprofondasse in un clima di delusione totale: perché tutto questo?
Noi dobbiamo, in primis, dare la priorità che questa squadra resti memorabile per quello che è il pensiero dei nostri tifosi. Noi, come la città, vogliamo costruire un gruppo serio per cui si va a tentare di vincere le partite, senza accontentarci della posizione che si ha in classifica: la posizione corretta è quella che andremo a guadagnare, dobbiamo avere l’ambizione di andare a pigiare quelli davanti. Da lì si capisce se i tifosi hanno un’ambizione più forte della nostra. Per noi nulla deve essere impossibile, ciò che è impossibile a noi è possibile a Dio, e Dio sta con noi”.

Ha il merito di aver rivitalizzato giocatori come Rrahmani, Juan Jesus e Lobotka, perché non è riuscito a farlo con Ghoulam?
I meriti sono tutti dei calciatori, lui purtroppo non ha demeriti: l’ho limitato io facendo scelte differenti. Lui fa vedere di essere un professionista che andrebbe a guadagnarsi posizioni con il comportamento che ha. Son convinto che nel pezzo di partite importanti da qui alla fine riuscirà a ritagliarsi lo spazio che a causa mia non ha avuto, anche per il futuro”.

Chi preferirebbe non avere contro tra Traorè e Dembelè domani?
Non lo so, chiedetelo a Xavi. Io sono pronto a sfidare chiunque: tra questi ci metterei anche Ferran Torres o Braithwaite. Di conseguenza, dobbiamo fare leva su quelle che sono le nostre qualità, non sulle mancanze degli altri. Dobbiamo andare convinti di avere una forza che possa determinare un destino importante piuttosto che pensare agli altri calciatori: sarebbe un pensiero da persone deboli”.

All’andata ha parlato di Dream Match, la gara di ritorno come la definisce?
Stiamo ancora dormendo, il sogno si deve completare: non ci sono alchimie strane da fare, c’è solo da prendere decisioni. Dobbiamo giocare dal basso quando loro ti pressano alto, perché dobbiamo credere di avere una possibilità di sviluppare il gioco come sappiamo noi.
Loro sono una delle squadre che gioca più corte della Liga, e sono sulla buonissima strada per tornare ad essere il Barcellona che erano con Messi. Sono forti comunque e noi dobbiamo dimostrare di essere una squadra seria, che sa dove vuole andare”.

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