Cannavaro: “Il Napoli se la gioca con tutte. Vi dico perché ho detto no alla Polonia”

Fabio Cannavaro, ex capitano della nazionale e pallone d’oro, si è concesso in una lunga intervista ai microfoni di Febbre a 90, commentando anche il momento del Napoli e l’addio del capitano azzurro Lorenzo Insigne. Ecco quanto evidenziato:

Napoli, il recupero dei titolari

Spalletti sta recuperando molti giocatori, tra infortuni, Covid, squalifiche erano mancati in troppi, se ci sono tutti il Napoli se la gioca con chiunque. Ora il calendario sembra essere più abbordabile, tuttavia non bisogna sottovalutarle, basti ricordare le sconfitte con Empoli e Spezia. Il Napoli non deve fare calcoli e pensare a sé, poi se gli altri fanno passi falsi bisogna approfittarne.

Tra le tante assenza la più pesante è stata quella di Osimhen. Ha fatto la differenza ad inizio anno, il suo infortunio è stato determinante in negativo per la squadra. Ora che non è andato in Coppa d’Africa ed è rientrato, potrà aiutare tantissimo tutto il reparto offensivo azzurro“.

Foto: by Francesco Pecoraro/Getty – Napoli

Sulla coppia Rrahmani- Juan Jesus

Stanno crescendo, come tutti i giocatori del Napoli chiamati in causa in seconda battuta. Hanno cominciato la stagione come riserve di Koulibaly e Manolas, si sono fatti trovare pronti e non hanno concesso praticamente nulla ai loro avversari, la nuova coppia si sta imponendo molto bene. Anche Tuanzebe ha bisogno di tempo, sono convinto potrà dare una grande mano, del resto viene da un campionato super competitivo come la Premier League“.

Insigne: lasciare Napoli non è mai facile

“Insigne? Da capitano a capitano gli faccio un grande in bocca al lupo. Lorenzo ha fatto una scelta difficile, da napoletano lasciare Napoli non è semplice, rispettiamo la sua scelta, ha dato tutto finché è stato chiamato in causa. In questi anni Insigne ha dimostrato grande attaccamento alla maglia, se lui ed il Napoli non hanno trovato l’accordo è giusto poi andare altrove“.

Fabio Cannavaro

Sul fururo e sul “no” alla Polonia

Dire no alla Polonia è stato difficile, mi è dispiaciuto molto. La squadra è davvero forte, la seguivo, ha grandi giocatori. Tuttavia, per preparare una partita così delicata come uno spareggio Mondiale c’era troppo poco tempo a disposizione ed io sono abituato a stare in campo, a confrontarmi con gli altri, mi piace mettere in campo le mie idee e spiegare il mio calcio ai giocatori. Solo per questo ho detto di no”.