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Diawara mette la freccia, pronto il sorpasso nelle gerarchie in mediana. Come Jorginho l’anno scorso…

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Corsi e ricorsi storici, un senso di déjà vu che assale. Lì nel vivo del gioco azzurro, nel cuore della zona nevralgica del campo. Amadou Diawara ha strappato applausi e consensi, convinto i più dubbiosi, foraggiato le invettive degli estimatori che con forza ne chiedevano l’impiego.

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Personalità, fisico, quantità e qualità tecniche non comuni. Tutto miscelato a dovere e impreziosito da un atteggiamento da veterano in campo che non batte ciglio, in nessuna occasione. Dall’esordio, a freddo, in Champions alle due da titolare tra Crotone e Torino. Semplicità, prima di tutto, l’essenza del calcio del classe ’97 di Conakry. Maurizio Sarri allo Stadium ha sopreso in molti. Ribadendo che il mancato impiego dell’ex Bologna era solo questione di apprendistato. Ha ‘studiato da palleggiatore’ il ragazzo. Poi ha messo del suo, quella prorompente fisicità che gli ha permesso di stravincere anche ogni singolo duello nella disfida contro i bianconeri, salvo poi calare leggermente nel finale. Lecito, comprensibile alla seconda da titolare in stagione.

Si accende, quindi, il duello il mediana. Amadou da un lato, Jorginho dall’altro. Concorrenza che accende la competitività, ed è un bene. Un regista per ogni stagione. Peculiarità diverse. L’ex Hellas è regista da metodo e meccanismo perfetto. L’ingranaggio fondamentale nella macchina disegnata da Sarri tra la scorsa e gli inizi di questa stagione. Ma l’appannamento, alla distanza, è stato un elemento con il quale il tecnico ha dovuto far di conto.  E alla svelta. Ora, con le carte del guineano belle in tavola, come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, la sfida è aperta. E si ritorna a quel senso di già visto che non può che balenare. La scorsa stagione fu lo stesso: Valdifiori prima scelta ai nastri di partenza, poi il Brugge e la rivoluzione con Jorginho caposaldo. Un sorpasso a 200 km/h, senza possibilità d’appello. Ora è Amadou a mettere la freccia, Jorginho sarà chiamato a rispondere, sul campo. Il potere della giovinezza non concede tregua.

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