shinystat spazio napoli calcio news La madre di Ciro Esposito invitata all'Olimpico

Il Coordinamento Club Campania Giallorossa invita la madre di Ciro Esposito all’Olimpico


Ecco il comunicato del Coordinamento Club Campania Giallorossa che invita Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, all’Olimpico: Invitiamo Antonella Leardi a Roma per la prima gara di campionato. Gli aderenti, i simpatizzanti, i partecipanti alle attività, amici ed iscritti al Coordinamento Roma Club “Campania Giallorossa”, esprimono il proprio dolore ed il proprio cordoglio alla famiglia Esposito, per l’assurda ed ingiustificabile morte dell’amato Ciro. Abbiamo atteso prima di diramare questo comunicato, per non essere coinvolti nel vortice di reazioni che hanno caratterizzato i due mesi terribili vissuti dopo l’episodio di Tor di Quinto, prima della gara di coppa Italia, Napoli – Fiorentina. In questa vicenda inspiegabile, alla quale non si riesce e non è possibile trovare giustificazioni, non vogliamo assolutamente aggiungere retorica e valutazioni di convenienza. Resta il fatto doloroso di un giovane morto, per ragioni assurde, (ma la morte è sempre assurda per chi la subisce e per chi è costretto a commemorarla) e di un responsabile che va punito, dalla giustizia ordinaria, dopo l’accertamento delle responsabilità, insieme a chi a vario titolo ha partecipato all’inqualificabile episodio. Dato, quest’ultimo, che non restituirà certamente Ciro ai suoi affetti, ma che almeno servirà a rendere giustizia ed a ristabilire la legalità e la civiltà, in questi mesi, da più parti e da diversi soggetti, calpestata ed offesa.

 

Riteniamo che la solidariètà, se si vuole, va espressa a titolo personale così come a titolo personale vanno prese, se si vuole, le distanze da atteggiamenti e condotte. Questo è il motivo per cui, abbiamo deciso di scrivere il nostro nome e cognome sotto il messaggio e non nasconderci esclusivamente dietro una sigla, che pure ci accomuna nel seguire la nostra passione per i colori Giallorossi. E’ troppo facile, conveniente e vigliacco, apporre sigle sotto i comunicati. Noi, ripudiamo e condanniamo le forme di violenza fisica in cui si è trovato coinvolto rimanendone vittima Ciro Esposito. Ripudiamo e condanniamo le assurde vicende che si sono succedute dopo quei terribili momenti successivi ai fatti di Tor Di Quinto, finite addirittura per superare le attenzioni doverose nei confronti del dolore di una famiglia e di un ragazzo che per 55 giorni ha lottato contro la morte.

 

Intendiamo dare forza alle parole della madre di Ciro, la signora Antonella, rilanciando il suo invito a non commettere più atti di aggressione, in occasione di eventi sportivi ed in particolare in occasione di incontri di calcio tra Napoli e Roma, che sicuramente non sarà più semplicemente una partita di calcio o lo storico derby del Sud. Siamo però contrari anche alle forme di generalizzazione che vogliono indicare in maniera sbrigativa tutti i tifosi della Roma come potenziali assassini. Non seguiamo logiche di gruppo, non accettiamo etichette, che non rendono giustizia a migliaia se non milioni di persone per bene, amanti del calcio e fedeli sostenitori dei colori Giallorossi.

 

Prendiamo le distanze, però, in maniera convinta, anche da un certo modo di fare informazione in maniera superficiale e campanilistica, che non fa altro che spostare le contrapposizioni e l’odio, amplificandolo, portandolo fuori dagli stadi, senza alcun contributo di analisi dei fenomeni e degli episodi, ma con l’unico scopo di stabilire, senza averne competenze e capacità, meriti e torti. Così come prendiamo le distanze e condanniamo il modo di restituire all’opinione pubblica notizie distorte e non verificate, come quella dell’ultima ora. Se una coltellata non fa più notizia, non bisogna “venderla” necessariamente come un agguato tra tifosi, per qualche “click” in più!

 

Pur addolorati e tristi, continueremo a seguire la Roma, continueremo a ritenere che il calcio sia lo sport più bello del mondo, continueremo a ritenere che al di là delle contrapposizioni dialettiche, talvolta feroci molte altre volte goliardiche, negli stadi e fuori non debba esserci spazio per sacche di illegalità, per atteggiamenti barbari ed incivili, qualunque essi siano, in nome di qualunque maglia o bandiera vengano commessi. Anche per questo invitiamo la mamma di Ciro, ed i parenti più stretti, insieme agli amici più cari, ad essere ospiti del Coordinamento Club “Campania Giallorossa” nella “trasferta” per la prima partita casalinga dell’As Roma.Sarà un modo per portare Ciro, in quella curva dell’Olimpico, dove purtroppo non è mai arrivato.

 

Ciro Esposito vive ancora insieme a Antonio De Falchi, Giuseppe Plaitano, Vincenzo Paparelli, Stefano Furlan, Marco Fonghessi, Celestino Colombi, Salvatore Moschella, Vincenzo Spagnolo, Fabio Di Maio, Antonino Currò, Sergio Ercolano, Gabriele Sandri, Matteo Bagnaresi, Nazzareno Filippini, Vincenzo Lioni, Ciro Alfieri, Simone Vitale, Giuseppe Diodato, Ermanno Licursi, Andrea Vittore, Giuseppe Tomasetti, Roberto Bani, Rocco Acerra, Bruno Balli, Alfons Bos, Giancarlo Bruschera, Andrea Casula, Giovanni Casula, Nino Cerullo, Willy Chielens, Giuseppina Conti, Dirk Daeneckx, Dionisio Fabbro, Jaques François, Eugenio Gagliano, Francesco Galli, Giancarlo Gonelli, Alberto Guarini, Giovacchino Landini, Roberto Lorentini, Barbara Lusci, Franco Martelli, Loris Messore, Gianni Mastroiaco, Sergio Mazzino, Luciano Rocco Papaluca, Luigi Pidone, Benito Pistolato, Patrick Radcliffe, Domenico Ragazzi, Antonio Ragnanese, Claude Robert, Mario Ronchi, Domenico Russo, Tarcisio Salvi, Gianfranco Sarto, Amedeo Giuseppe Spolaore, Mario Spanu, Tarcisio Venturin, Jean Michel Walla, Claudio Zavaroni.