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Tanti auguri allo Juventus Stadium. Ma quest’anno lo scherzetto…


juventus-stadiumEra l’8 settembre, e Luca Toni faceva ancora il centravanti bianconero. Finì 1-1, con pareggio del Notts County proprio a 3 minuti dalla fine. La festa, comunque, fu grande, in concomitanza con i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Oggi, a due anni di distanza, sono molte le considerazioni da fare sullo Juventus Stadium. Ebbene sì, la tana bianconera festeggia il suo compleanno, e noi, da buoni cronisti, siamo pronti a fare i migliori auguri. Anche ai nemici.

In due anni interi sono state tante le soddisfazioni tra le nuova mure amiche; a partire dall’imbattibilità durante il campionato 2011-12, fino al secondo scudetto consecutivo. Le lacrime scese, si sono avvicinate più alla gioia che alla disperazione. In pochi sono riusciti a violare il fortino, non senza qualche sorpresa: come l’Inter di Stramaccioni, dissoltasi dopo l’1-3 sfoderato in faccia a Conte, o ancora come la Samp di Delio Rossi, che con un Icardi in stato di grazia è riuscito a mettere lo sgambetto alla Vecchia Signora, proprio davanti ai suoi tifosi.

Eppure, c’è da dirlo, davannti a un progetto simile c’è solo da imparare. Primo stadio in Italia ad aver eliminto le barriere architettoniche, primo stadio ecocompatibile al mondo, premiato con lo Stadium Innovation Trophy al Global Sports Forum 2012 quale scenario sportivo più innovativo d’Europa, unico impianto di serie A ad essere di proprietà della società, insieme al Friuli di Udine.

De Laurentiis, al proposito, sembra aver già preso carta e penna. Le sue intenzioni sembrano buone, e le pressioni mosse a De Magistris, forse, daranno i suoi frutti.

Intanto, tra il cammino delle stelle, il museo, gli otto ristoranti e i 4 mila posti auto disponibili nel parcheggio sembra tutto perfetto. Una favola a lieto fine, direte. Chissà.

Eppure una speranza ce l’abbiamo. Il 10 novembre, alle 20 e 45, c’è una partita che ci aspetta. Non si sa mai… Magari potremo festeggiare anche noi nello stadium. Così, per lasciare anche il nostro segno.

Raffaele Nappi