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Come Maradona, stasera il San Paolo sarà tutto per Higuain

Maradona_arrivo_San_Paolo_1984-park“Sono felice, molto felice di stare con il Napoli. Comincia una nuova avventura”. E però anche stupito. Perché mentre l’Italia l’accoglieva incredula, Napoli si stava già mostrando per intero: Fiumicino, aeroporto internazionale, gente che va e quell’onda anomala che viene, che muove verso Gonzalo Higuain, il top player d’una estate afosa, divenuta bollente e poi galattica e quindi Real e trasformata in uno show a cielo aperto. Si gioca però con i sentimenti, lasciandoli danzare mentre il sole spacca in due e non c’è voglia di rinfrescarsi le idee, semmai di inebriarsi ancora e perdersi con la fantasia in quella corsa folle verso lo scudetto e nelle notti della Champions.

SAN PAOLO – C’è uno stadio che aspetta e chissà se qualcuno ha fatto in tempo a raccontargli cosa accadde il 5 luglio del 1984, quando Sua Eminenza il calcio sbarcò a Fuorigrotta arrivando dalla Spagna, Catalogna per la precisione: ventinove anni dopo, evitando scomodi ed improbabili paragoni, il San Paolo resta inavvicinabile e trascina sessantamila fan in attesa d’una parola che sia propedeutica ai gol. Basta cogliere un’immagine, un fotogramma, qualcosa che resti dentro, come il cinguettio che introduce alla sua presentazione. “Sono contento di essere qui, spero vada tutto bene”.

SPEEDY – Gonzalo è un artista del football, un fenomeno cresciuto alla Real Casa, abbeveratosi in un calcio che sembrava irraggiungibile e che ora esibisce tre vecchi esponenti in bianco a divenire principi azzurri, depositari delle ambizioni di una città che ha scelto di non deludere e di mostrarsi per quel che è, in tutta la sua incontrollabile magia, i suoni e i colori e un’euforia collettiva da stordire finanche Maradona in versione profeta: “Higuain ha i numeri per diventare il capocannoniere della serie A”.

LA PRIMA VOLTA – Il suo Napoli è una presa di contatto superficiale, a Dimaro, in un blitz in barca verso Ischia, una seduta d’allenamento in incognito a Castel Volturno, afferrata in taxi: poi bisognerà togliere i veli e scatenare quell’esercito di fans orfani dei centoquattro gol di Cavani e però già riparata all’ombra delle centoquindici reti di Higuain con il Real Madrid tra campionato e Champions. Le sette della sera e il futuro si schiuderà in un quel san Paolo che va alla ricerca del suo nuovo eroe, il prossimo totem dinnanzi al quale lasciarsi andare, la star da quaranta milioni di euro che ha un quadriennale, e opzione per la quinta stagione, custodito nella cassaforte d’una città che si erge a protagonista.

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IN CAMPO – Gioca o non gioca, chi può dirlo: perché, intanto, mentre si espletavano le formalità di rito, è stato complicato allenarsi. Una corsetta, un po‘ di palestra, l’eco della folla che lo acclamava e la percezione di essere già la stella dalla quale Napoli intende lasciarsi guidare, tra campionato, coppa Italia e Champions, in serate dense di pathos come questa, più di questa. Si scrive Higuain e poi si andrà a leggere ciò che il destino riserverà al Napoli e il suo pipita: ma in quel delirio di massa sintetizzato dalla autoconvocazione che in sessantamila si sono dati per il San Paolo, c’è il desiderio di celebrare l’avvento e pure la voglia matta di proclamare un altro re del gol.

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Fonte: Il Corriere dello Sport