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L’editoriale di Raffaele Nappi: “Piazza Garibaldi in Torino…”


 

VergognaMaktub è una parola araba che significa “era scritto”. Ed era scritto già nel lontano 1904, quando fu tirata su a suon di staffellate in quella che era la piazza della stazione a Napoli, era scritto che l’opera di Cesare Zocchi, con quell’esaltazione dell’eroe dei due mondi, sarebbe rimasta nella storia. La storia si ripete, e si è ripetuta ieri, 5 maggio 2013, mentre degni eredi del Regno Sabaudo pseudo-festeggiavano la vittoria di uno scudetto sotto gli occhi fieri di Garibaldi, in piena terra napoletana.

Vi vedo uno ad uno, vi scruto negli occhi e vi rispetto: non è facile emanare un attaccamento così forte, in una città così ostile ai vostri colori. Ieri, 5 maggio 2013, anche Napoli ha partecipato alla festa bianconera. Bandiere e trombette hanno fatto la loro porca figura, proprio nella piazza centrale, proprio sotto il cavallo di chi – al grido di “Obbedisco” – ridiede lustro all’Italia Unita, e smacco alle Due Sicilie.

Ma si sa, la storia è la storia, ed è inutile, ora, fare polemiche. Sappiate, però, che vi rispetto, come vi rispettano tutti i napoletani. C’è solo una domanda che mi sorge dal profondo dell’animo: pensate a Torino, pensateci; pensate a tanti napoletani a Piazza Castello, tutti lì, riuniti, a sventolare le bandiere sotto il Palazzo Reale. Ecco, pensateci: avreste fatto lo stesso?

Avete ragione, non dubitate: oggi avete vinto voi, domani, chissà. Sono cose che si dicono: il potere logora chi non ce l’ha.

Raffaele Nappi

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