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Noi siamo primavera

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editoriale_carlo_letteraE’ aria di primavera, le donne hanno avido il sesso mentre il sole vomita giallo sui nostri corpi spenti. E’ l’ora del risveglio, l’uscita dalla caverna, della meridiana che si allunga. E’ il tempo dell’attesa dell’esplosione piena; guardiamo il fiore sul ramo e già abbiamo il frutto tra i denti. Primavera è l’attesa del grano maturo, del raccolto di chi vede la spiga crescere in salute. Si ama questa stagione per la promessa che reca, per l’annunzio che porta.

Il Napoli di oggi è primaverile, quanti fiori sul suo corpo, e che speranza adagia sui cuori di chi l’ama. E’ in salute come il mandorlo che indossa la sua camicia bianca, come la rondine che riga il viso del cielo per l’effimera ebbrezza. Passato l’inverno delle nebbie e delle mani arrossate deposte sulla fiamma, l’inverno dei letarghi di Pandev, Dzemaili, Cavani. Alle spalle il certo addio del timoniere, il tronco tagliato dell’Europa League, il grigio stanco del 1°Marzo.

E’ aria nuova da qualche settimana. Napoli è creatura naturale, e come tutte le anime care alla natura segue il ciclo astronomico delle stagioni. Rispettoso dell’inclinazione dell’asse e del giro parallelo all’ellisse, all’incrocio dell’equinozio di primavera ha riaperto gli occhi assonnati e si è consacrato al vigore del vergine sole.

Una felicità nuova, un vigore che rendeva sodi i muscoli e gonfio il cuore, ed ecco, tre vittorie di fila e la promessa immediata di un’aristocrazia diversa: la partecipazione diretta al conclave delle grandi d’Europa. Il mercurio che s’innalza nella colonnina e il miracolo che torna a compiersi: Mazzarri e la sua candida camicia, amuleto magico più efficace del corno abusato.

E’ primavera ragazzi, è il giro che ritorna, e nella Milano che conosce solo la pallida immagine della luce vera portiamo il nostro sole, il nostro passo e la nostra avanzata. Il lungo sonno è trascorso, e forze vergini ora ci fanno compagnia. Noi siamo primavera, e attendiamo il compimento della promessa annunciata.

Domani sera a Milano la fresca brezza che sale dai quadranti meridionali abbatterà gli ultimi steli che fanno da argine alla primavera piena. Domani sul campo non serviranno riflettori, si può giocare anche al buio, la luce siamo noi.

Carlo Lettera
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