shinystat spazio napoli calcio news A Viareggio per bissare il successo del 1975, l'anno del "miracolo" azzurro contro la Lazio

A Viareggio per bissare il successo del 1975, l’anno del “miracolo” azzurro contro la Lazio


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Partita la 65sima edizione della Viareggio Cup, meglio conosciuta come Coppa Carnevale, ormai appuntamento tradizionale del calcio giovanile, vetrina importantissima per le giovane promesse di oggi destinate a diventare le stelle di domani. Ai nastri di partenza anche il Napoli, inserito nel Girone 10, in compagnia di Lecce, L.I.A.C. New York ed Honved, per cercare di bissare l’unico successo in questa kermesse datata 1975.
Una vittoria che si perde nei meandri della memoria; un ricordo troppo vago e difficilmente riconducibile ai giorni nostri. Un trionfo all’epoca sorprendente e per certi versi fortunoso, considerato il cammino degli azzurri nell’arco del torneo, che partì infatti,  in maniera disastrosa.

Gli azzurri, inseriti nel Gruppo C, persero in maniera netta dagli ungheresi dell’Ujpesti Dozsa per 3-0; una sconfitta che lasciava presagire davvero nulla di buono nel proseguo del torneo. Gli azzurri seppero però riprendersi dalla sonante batosta rifilata dai magiari riuscendo nell’impresa di battere prima i Rangers per 1-0 e poi il Milan con il medesimo punteggio grazie alle rete decisiva di Coco, mettendo in cascina 4 punti che valsero il secondo posto in classifica e la conseguente qualificazione al turno successivo. Un girone durissimo che cementò il gruppo ed aumentò la fiducia tra i ragazzi di poter andare ancora avanti.

Nei quarti di finale gli azzurri trovano la Juventus, sulla quale riescono a prevalere alla roulette dei calci di rigore, dopo l’1-1 con il quale si erano chiusi i tempi regolamentari. Superato l’ostacolo bianconero, in semifinale il Napoli ritrova sulla sua strada proprio l’Ujpesti Dosza che nel primo turno impartì una pesante lezione agli azzurri; il canovaccio stavolta non si ripetè, e gli azzurri fecero tesoro degli errori commessi nella prima gara contro gli ungheresi, trascinando nuovamente la gara ai calci di rigore dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Così come contro la Juventus, anche contro l’Ujpest il Napoli venne premiato dalla freddezza mostrata dagli undici metri ed approdò alla finalissima di Viareggio, dove affronterà la Lazio.

Una finale nella quale gli azzurri non partirono con i favori del pronostico, contro una Lazio decisamente favorita almeno sulla carta. Una Lazio che scese in campo forse troppo piena di se, sicura di avere il trofeo in bacheca ancor prima del fischio d’inizio. Un peccato di presunzione che costò caro alle aquile biancocelesti, che passarono comunquee in vantaggio con la rete di Apuzzo (13′), una marcatura che aumentò smisuratamente la prematura sicurezza di avere il successo a portata di mano. Ma il Napoli non era avversario da sottovalutare, ed i passaggi di turno contro Juventus e Ujpest furono validissime prove a favore degli azzurri, che non si disunirono dopo lo svantaggio iniziale ma, al contrario, riuscirono a guadagnare metri di campo esercitando anche un certo predominio territoriale, alla ricerca di un gol che avrebbe potuto rimetterli in gioco.

Finalmente, nella ripresa il Napoli riuscì a trovare il gol del sospirato pareggio con Parasmo (58′), una rete che restituì nuova linfa e vigore ad una squadra che, sebbene stanca fisicamente e mentalmente dalle maratone dei turni precedenti, non demorse dai suoi propositi di vittoria, a quel punto non più una chimera. Il sogno divenne realtà quando la saetta da fuori area di Jovino (73′) trafisse imparabilmente Avagliano, portando il Napoli in vantaggio per 2-1, consentendo poi agli azzurri di amministrare poi la gara, domando e disinnescando i residui tentativi biancocelesti di riacciuffare il pareggio.

Le parti si erano capovolte, la Lazio doveva reagire e cercare il gol del pareggio, ma il tempo non fu loro sufficiente ed il triplice fischio di Michelotti sancì la vittoria del Napoli, autore di un piccolo miracolo calcistico, inserendo per la prima volta nella sua storia, il suo nome nell’Albo d’Oro della competizione.
Da quel 1975 sono passati ben 37 anni ed oggi, rispetto alla condizione di outsider in cui versava all’epoca, gli azzurrini hanno tutte le carte in regola per poter vincere il Torneo di Viareggio per la seconda volta ed è per questo che noi faremo il tifo per loro. Forza ragazzi!

Un ritaglio di giornale dell'epoca

Un ritaglio di giornale dell’epoca

Il tabellino della finalissima del Viareggio 1975

Il tabellino della finalissima del Viareggio 1975

 

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